Al Centro Culturale Libertà un percorso tra simboli nascosti e scienze dello spirito
L’appuntamento condurrà i partecipanti attraverso millenni di storia, dalle civiltà più antiche, di cui a volte si è persa persino la memoria, fino a un futuro ancora remoto. Tuttavia, l’approccio non sarà quello accademico tradizionale, bensì una “finestra spalancata sulla bellezza delle scienze dello spirito”, offrendo una visione profonda e alternativa.
Il percorso prenderà il via da una domanda apparentemente semplice ma ricca di implicazioni: “Che cos’è davvero l’arte, e a che cosa serve?”. Dagon Lorai guiderà il pubblico alla scoperta di una verità sorprendente: l’uomo non avrebbe creato l’arte, ma l’avrebbe piuttosto “osservata e ritrovata”, come una chiave smarrita e poi riscoperta.
L’Artista come “Portalettere del Cosmo”
Secondo la visione proposta, l’artista autentico si rivela essere un “portalettere del cosmo”, un “servo della geometria” o, in una metafora ancora più evocativa, “una finestra che s’apre al vento”. Questa prospettiva invita a considerare l’arte non solo come espressione umana, ma come un canale attraverso cui si manifestano principi universali e spirituali.
Durante la serata, il pubblico sarà immerso in un’esperienza multisensoriale. Verranno mostrate immagini suggestive, ascoltate canzoni che risuonano con i temi trattati e proferite parole che sveleranno significati nascosti. L’arte, infatti, entra nell’essere umano attraverso tre porte: la vista, l’udito e la parola.
Simboli Nascosti e Interpretazioni Inedite
Dagon Lorai arricchirà l’incontro con un’esibizione musicale dal vivo, accompagnando la lettura e l’interpretazione dei simboli celati nelle opere più significative della storia. Si spazierà dai misteriosi bisonti delle grotte di Altamira alle imponenti piramidi d’Egitto, dalle armoniose colonne greche alla rivoluzionaria prospettiva centrale del Rinascimento.
L’obiettivo è comprendere cosa queste opere custodiscano nel loro “seno” e, soprattutto, “per mano di chi siano state davvero compiute”, suggerendo una dimensione più profonda e forse meno conosciuta della loro creazione e del loro significato intrinseco.