Martedì 23 giugno il quinto appuntamento della rassegna internazionale: sul palco dell’Auditorium Chiti il pianista Paolo De Felice e il coro diretto da Fabrizio Bartalucci.

LIVORNO, 19 Giugno 2026 – Torna a risuonare la grande musica d’avanguardia all’ombra dei Quattro Mori. Martedì 23 giugno alle ore 18:00, l’Auditorium “Cesare Chiti” del Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni” aprirà le porte per il quinto appuntamento della XIV edizione di Suoni Inauditi. La prestigiosa rassegna internazionale, curata dai professori Fabio De Sanctis De Benedictis e Pietro Bittolo Bon, si avvale anche quest’anno del prezioso contributo di Unicoop Firenze per offrire alla cittadinanza un cartellone di altissimo profilo.
Il programma della serata si preannuncia ricco di fascino e diviso in due parti distinte: si passerà dalle riletture colte della musica leggera italiana fino a una attesissima prima esecuzione assoluta legata alla tradizione spirituale francescana.
Dalla canzone di Gino Paoli ai travestimenti operistici
La prima parte della serata vedrà salire sul palco dell’auditorium cittadino il talentuoso pianista Paolo De Felice. Il musicista si farà interprete di alcune delle pagine più suggestive e originali di Giancarlo Cardini, una delle figure più libere, poliedriche e innovative del panorama musicale italiano contemporaneo.
Il programma pianistico prevede l’esecuzione di brani intensi e ricercati come Sei travestimenti operistici, Impromptu e Ultimi fiori, verso sera. La curiosità maggiore del pubblico è però riservata a Il cielo in una stanza: si tratta di una particolarissima rilettura pianistica firmata dallo stesso Cardini a partire dal capolavoro immortale della musica leggera italiana scritto da Gino Paoli.
L’omaggio a San Francesco: una prima assoluta mondiale
La seconda metà del concerto sarà invece interamente dedicata a “L’Araldo del Gran Re”, un ambizioso progetto vocale nato in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni del Cantico di Frate Sole. Protagonista sul palco sarà il Coro del corso di “Prassi esecutive e repertori del ’900 e contemporanei” del Conservatorio Mascagni, guidato dalla sapiente direzione del Maestro Fabrizio Bartalucci.
Il percorso della corale accosterà con intelligenza linguaggi e repertori storici molto distanti tra loro, partendo dal trecentesco Laudar vollio (tratto dal celebre Laudario di Cortona) per poi passare alle composizioni di autori del calibro di Morten Lauridsen, Paul Hindemith, Carlo Terni e Claude Debussy, riproposte attraverso particolari elaborazioni vocali curate dal direttore.
Tre sezioni per raccontare il Cantico delle Creature
Il momento culminante dell’intero appuntamento sarà però la prima esecuzione assoluta a livello mondiale del Cantico di Frate Francesco (2026), opera scritta di pugno dallo stesso Fabrizio Bartalucci.
La nuova composizione si articola in tre sezioni ben distinte: L’Altissimo e il cielo, Gli Elementi e infine L’Uomo e la morte. L’opera è stata concepita dal musicista livornese come un profondo e sentito omaggio in note al pensiero e alla filosofia del Santo di Assisi, proprio in concomitanza con l’ottavo centenario del Cantico delle Creature. L’ingresso all’evento è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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