Istituzioni e autorità pubbliche insieme per la città al Museo di Storia Naturale
Un incontro serio, doveroso e aperto dalle istituzioni, per le pubbliche autorità e i cittadini livornesi.
Si tratta dell’iniziativa tenutasi presso “Auditorium – Giorgio Kutufà”, del Museo di Storia Naturale, il 29 maggio dalle ore 16:00. Presenti Sandra Scarpellini, Presidente della Provincia di Livorno, Franco Gabrielli, ex Capo di Polizia, Luca Salvetti, Sindaco di Livorno, Mia Diop, Vicepresidente della Regione Toscana, Alberto Brilli, segretario PD UC Livorno e Matteo Vivoli, Consigliere Comunale e membro della segreteria PD UC. Unico assente, Alessandro Franchi, Consigliere Regionale, e Segretario della Federazione PD Livorno, causa impegni istituzionali che lo hanno visto presidiare per il mondo del lavoro e il sociale, nelle stesse ore presso la città di Piombino.
Partendo da ringraziamenti generali, si è introdotta la questione della necessità di affrontare il tema sulla sicurezza, in tutte le sue sfumature: dal tessuto civile, ai cittadini, alle autorità pubbliche, fino ai luoghi, vissuti fino a decenni fa e adesso vuoti, lasciati senza giovani per cui ci si chiede come affrontare il futuro, e come sentono loro questioni come i diritti fondamentali, il lavoro e l’integrazione.
Salutando il Questore della Provincia di Livorno, Giusy Stellino, presente e attenta, si è proceduto all’esposizione di alcuni temi toccati dal libro, punto di partenza per l’incontro, scritto da Carlo Bonini e Franco Gabrielli, titolato “Contro la Paura – Manifesto per una sicurezza democratica” edito da Feltrinelli.
L’introduzione della presidente della provincia di Livorno Scarpellini
«Ripensare il tema della sicurezza, non come elemento divisivo e proprietà esclusiva di una parte politica ma come infrastruttura della libertà per ognuno di noi … l’unico modo per poter coniugare legalità, rispetto , giustizia con coesione, inclusione, cultura, con la capacità di pensare a come poter convivere e stare nella corretta misura all’interno della nostre articolate società … » da questa introduzione di Scarpellini che ha parlato della sua esperienza come Sindaca di Castagneto Carducci, si sono seguiti interventi di Gabrielli, Diop e Salvetti, con la mediazione di Vivoli e i saluti di Brilli, che hanno approfondito i temi, dal testo, toccando questioni comuni e sensibilità cittadine sui modi di vivere la comunità livornese.
Dalla sicurezza, tema particolarmente caro alla sinistra da un punto di vista culturale, non onorata quando si risponde con la violenza fisica, passando dalle ineludibili libertà personali come propaggine delle democrazie, fino all’ammissione dei limiti che esistono per natura umana a seconda del contesto.
Dal libro in questione, Gabrielli, come uno degli autori, ha argomentato il fondamentale tema dello straniero, che tange l’immigrazione, passando dalla questione dei rimpatri, all’idea dell’integrazione, come investimento strategico al fine di creare comunità coese, rimarcando la necessità di utilizzare un linguaggio senza buonismi e pudori.

Mia Diop: “I giovani possano recepire la cultura della legalità”
Ha continuato Mia Diop, come testimone della questione giovanile, partendo dal Decreto Cavani, per contrastare la criminalità minorile, considerando il mondo della scuola per constatare come i giovani possano recepire la cultura della legalità, ammettendo comunque come gli scolari siano poco informati su questioni come la ‘Strage di via dei Georgofili’, uomini del calibro come Piersanti Mattarella e quindi parlando del bisogno di aver investito con la Regione Toscana per la cultura della legalità fra generazioni, istituzioni e contesti educativi.
Continua Vivoli, coinvolgendo il Sindaco sulle questioni delle competenze e responsabilità della sua carica, considerando risorse limitate e i tempi non sempre ottimali.
L’analisi di Salvetti
Salvetti analizza la sicurezza nei diritti, salute, lavoro, servizi educativi, formazione e cultura, poi entra nella sfera della sicurezza per le persone nel territorio, toccando gli operatori della Protezione Civile, finendo con la sicurezza dai reati e l’illegalità, dove la cronaca celebrando o condannando, può giustificare alcune parti politiche edulcorando i fatti che orientano l’opinione pubblica nei confronti delle istituzioni.
Il Primo Cittadino ha ritenuto fondamentale argomentare l’attuazione della rigenerazione urbana, così come quella del dialogo e della presenza umana, il coinvolgimento dei Consigli di Zona dove i giovani hanno un ruolo importante.
Il quadro di riferimento chiesto, nonché quello della zona rossa, ha portato il Sindaco a parlare del centro città, aggiornando i presenti che alcuni soggetti, di istanza in Piazza Garibaldi, si siano spostati al di fuori di questa, arrivando in Via Verdi.
Per quanto riguarda la piazza stessa, ha ricordato come sia ancora in essere il lavoro delle forze dell’ordine in collaborazione con le amministrazioni, sottolineando comunque come sia ammirevole, ancora oggi nella città di Livorno, l’indignazione dei cittadini che invero, se comunicanti con le istituzioni e le autorità giudiziarie, possono davvero contribuire a fare la differenza.
Argomentando le altre accezioni del concetto di sicurezza, si è arricchito l’incontro con testimonianze, esperienze politiche personali e ispirazioni culturali, che dal testo, ha portato i relatori ha parlare dei luoghi come sono frequentati, della riqualificazione degli stessi quando confiscati alla Mafia, della Costituzione, dello Stato e delle sue leggi spesso dimenticate per appellarsi all’idea attuabile di sicurezza, alla tutela delle forze dell’ordine, fino alla situazione delle carceri oggi troppo poco considerata.
La civiltà oggi è un organigramma non semplice, ma dalle singole etiche, se rispettose verso il prossimo, e portatrici di un minimo senso di giustizia col ripristino di equilibri sociali, oggi sbilanciati, è possibile un mantenimento della sicurezza e di un sano vivere civile.