Multe nulle se i dispositivi non sono registrati

Una piccola rivoluzione è in arrivo sulle strade italiane. Dal prossimo ottobre scatterà l’obbligo per i Comuni di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) l’elenco completo degli autovelox installati sul territorio. Una misura che promette maggiore trasparenza e che potrebbe avere conseguenze importanti anche per gli automobilisti.
Un registro nazionale per gli autovelox
Il provvedimento, parte delle nuove regole varate nel giugno scorso, introduce un vero e proprio censimento nazionale dei dispositivi di rilevazione della velocità. Ogni Comune dovrà indicare: la posizione precisa dell’autovelox, il modello, il numero di serie, la data di installazione, oltre alla documentazione che ne certifica l’omologazione e la regolare taratura.
Senza censimento, multe inefficaci
Il nodo centrale riguarda la validità delle sanzioni: se un dispositivo non viene dichiarato al MIT, le multe emesse tramite quel rilevatore saranno considerate nulle. In altre parole, anche se l’autovelox continua a funzionare, senza la registrazione ufficiale le contravvenzioni non avranno valore legale.
Gli automobilisti che riceveranno un verbale potranno dunque controllare se l’apparecchio è presente nel registro nazionale e, in caso contrario, avranno buone possibilità di vedersi annullare la sanzione.
Trasparenza e stop agli abusi
L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la trasparenza e ridurre l’uso degli autovelox come strumenti di mera cassa per i bilanci comunali. Solo i dispositivi effettivamente autorizzati, omologati e tarati potranno rimanere in funzione, garantendo così che il controllo della velocità resti uno strumento di sicurezza e non di incasso facile.
Le scadenze
- Entro ottobre 2025: i Comuni devono completare la trasmissione dei dati al MIT.
- Da novembre 2025: le multe emesse da apparecchi non censiti potranno essere contestate e annullate.