Nuova tecnica “del linfonodo sentinella” usata per la prima volta anche all’ospedale di Cecina
L’obiettivo è individuare in maniera più accurata possibile, il prima possibile e con la minore invasività possibile, la presenza di eventuali metastasi correlate ad un tumore maligno dell’utero. A questo serve la nuova tecnica “del linfonodo sentinella”, usata per la prima volta anche all’ospedale di Cecina.
“In altre parole si pratica una iniezione di colorante nell’utero della paziente – spiega Stefano Masoni, direttore della Uoc Ginecologia – il colorante raggiunge i linfonodi pelvici e uno speciale apparecchio ottico individua quelli interessati da una eventuale metastasi. Il chirurgo può così asportarli, risparmiando gli altri linfonodi sani. Questo si traduce in un minor rischio chirurgico e in minori effetti collaterali per la paziente. Il tutto a parità di sicurezza diagnostica, tanto che la tecnica è rientrata come metodica di elezione nei protocolli di trattamento del carcinoma dell’endometrio. Non a caso la prima donna trattata è una signora di 85 anni”.
“Tecnicamente si è trattato di un intervento di isteroannessiectomia laparoscopica con prelievo dei linfonodi sentinella – specifica Masoni – reso possibile grazie alla nuova colonna per laparoscopia acquistata dalla Asl. L’ospedale di Cecina potenzia così la propria capacità di risposta alle patologie oncologiche femminili”.
L’intervento è stato eseguito dall’équipe del dottor Stefano Masoni, responsabile della Ginecologia di Cecina, con i colleghi ginecologi Letizia Freschi, Daniele De Lorenzo, Luca Salvati e Daria Perini, con gli anestesisti Rosa Ferlisi e Gabriele Pafundi, con l’infermiera strumentista Debora Di Rocca e con le infermiere fuoricampo Pamela Cacci e Lisa Ribecai.
“La paziente sarà sottoposta ai normali controlli post-operatori – conclude Masoni– e l’esame dei linfonodi prelevati aiuterà a stabilire con maggiore precisione e appropriatezza la terapia da somministrarle”.