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Ortopedia, 130 esperti riuniti per il congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’osteoporosi

Il congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’Osteoporosi (Sicost) che si è svolto sabato scorso, 25 marzo, al palazzetto dei congressi di Cecina

FONTE: AZIENDA USL TOSCANA NORD OVEST

Il congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’Osteoporosi (Sicost) che si è svolto sabato scorso, 25 marzo, al palazzetto dei congressi di Cecina

Sono stati oltre 130 gli esperti provenienti da tutta Italia intervenuti al congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell’Osteoporosi (Sicost) che si è svolto sabato scorso, 25 marzo, al palazzetto dei congressi di Cecina. Nel corso dell’evento presieduto da Paolo Gabellieri, direttore Ortopedia e Traumatologia Cecina, e Michelangelo Scaglione, direttore della Clinica Ortopedica dell’Università di Pisa è stato fatto il punto sulle ultime novità in tema di trattamenti e prevenzione delle fratture in pazienti osteoporotici.

“Incontri di questo tipo con i migliori esperti a livello nazionale – spiega il primario Paolo Gabellieri – sono fondamentali per confrontare le esperienze e rimanere aggiornati in tema di dispositivi e metodiche chirurgiche. Per questo siamo orgogliosi di averli potuti riunire a Cecina grazie, tra gli altri, anche al prezioso contributo del presidente nazionale Sicost, Stefano Marchetti. 

Nei reparti ospedalieri assistiamo ad un numero crescente di fratture in pazienti anziani dovuto principalmente ad aumento dell’età media della popolazione. Sono persone che fino ad allora hanno avuto, e vogliono giustamente continuare ad avere, una buona qualità di vita. 

Per questo servono tecniche sempre più raffinate e meno invasive che permettano al traumatologo di trattare al meglio le fratture e restituire alle persone un rapido recupero delle attività quotidiane. Il dibattito scientifico ha riguardato principalmente i traumi della spalla e del polso, ovvero le sedi più frequentemente interessate da frattura, dopo il collo del femore, a seguito magari di banali cadute all’interno della propria abitazione”.

“Per arrivare a questo risultato – conclude Gabellieri – è necessario, come sostenuto da tutti gli esperti intervenuti, non solo migliorare le tecniche per diagnosticare il problema o per trattare le fratture, ma anche lavorare molto sulla prevenzione indirizzando verso stili di vita salutari con una alimentazione e una attività fisica adeguata all’età di ciascuno. Anche al ripresa post evento sarà più rapida ed efficace se accompagnata da una riabilitazione che tenga conto delle condizioni del singolo paziente”.

FONTE: AZIENDA USL TOSCANA NORD OVEST

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