“La realtà livornese non è quella che vedete in televisione”

Nuovo disagio e nuova categoria di poveri? Giuseppe Baldini, 55 anni livornese, se potesse vorrebbe fare il rappresentante dei single senza figli over 50, “persi come una pallina dentro a un flipper”, abbandonati.
Sentirsi lasciati soli a se stessi, è questa la terribile sensazione che affossa Giuseppe.
Per lui un pò di gioia e di soddisfazione arrivano grazie al lavoro svolto come volontario con le associazioni Reset e Acchiapparifiuti.
Di prospettive di lavoro vere e proprie, però, neanche a parlarne; perché, come gli hanno riferito negli uffici del collocamento a Livorno, il reddito di cittadinanza “non è una realtà come quella della televisione, lavoro non ce n’è, Livorno è diversa”.
Lasciato solo, dopo due anni di pandemia, i contatti sociali distrutti, senza casa, ospite in casa d’altri, dopo aver dormito per mesi in macchina, senza lavoro e con i servizi sociali che lo hanno abbandonato.
Questa potrebbe essere una nuova categoria di svantaggiati, over 50 senza famiglia e senza nessuno. Per lui ci sono stati 8 anni di lavoro come promoter alla ditta di surgelati Bo Frost, altri lavori saltuari part time, un diploma di massaggiatore sportivo e un piccolo impiego presso una lavanderia a Rosignano, interrotto a causa della sua allergia ai detersivi, ma che almeno gli è valsa la Naspi, poi esaurita.
Il reddito di cittadinanza con questa nuova categoria di svantaggiati può rivelare in tutto e per tutto i deficit derivanti dall’interpretazione erronea di “reddito”, quando in realtà trattasi di provvedimenti economici con requisiti e vincoli, più vicini ad un ammortizzatore sociale che a un sussidio, con tutti i miss under standing a seguire che hanno riempito le cronache della recente campagna elettorale.
A Livorno gli affitti viaggiano alti, nonostante la crisi, e, tra caparre e garanzie richieste, trovare una sistemazione in affitto è fuori dalla portata del percettore del reddito di cittadinanza.
Così, all’ombra del provvedimento che avrebbe dovuto “abolire la povertà”, è nata una nuova fascia di persone: troppo fragili per camminare con proprie gambe, non abbastanza “disperati” per ricevere un aiuto adeguato.
Psicologicamente è molto difficile ripartire dopo i 50 anni, single senza figli e con lo stato sociale che ti volta le spalle. “Too Old to Rock ‘n’ Roll, Too Young to Die!” cantavano i Jetro Tull nel 1976.