Premio Strega 2021, il vincitore è Emanuele Trevi con “Due vite”: un romanzo sul filosofeggiare dell’assenza.
Premio Strega 2021, il vincitore è Emanuele Trevi con “Due vite”: un romanzo sul filosofeggiare dell’assenza.
Non è niente di nuovo sul fronte dello Strega. Se non quello di una vittoria non straripante, anzi piuttosto contenuta, abbastanza in bilico per almeno tre quattro spogli fino a quello definitivo
Due vite di Emanuele Trevi ha vinto il Premio Strega 2021. E l’editore Neri Pozza, uno dei gruppi editoriali italiani, trionfa per la prima volta nella sua lunga storia e mette in fila blasonati editori come Einaudi, La Nave di Teseo, Bompiani e Feltrinelli. Non emergono tre scrittrici (Di Pietrantonio, Bruck, Caminito) e uno scrittore (Bajani) come da pronostico post eliminazione di Teresa Ciabatti (Mondadori) per la finale. Due vite di Trevi vince con 187 voti; Borgo Suddi Donatella Di Pietrantonio (Einaudi) ne prende 135; Il pane perduto di Edith Bruck (Nave di Teseo) arriva a 123; L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito (Bompiani) 78 voti; Bajani e il suo Il Libro delle case (Feltrinelli) chiude con 66 voti. Per fare un raffronto della gara serrata di quest’anno segnaliamo che nel 2019 Antonio Scurati con M – Il figlio del secolo(Bompiani) arrivò primo con ben 228 voti e Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo (Mondadori) finì seconda con oltre cento voti di scarto a 127.
Stesso discorso nel 2020 quando il trionfo di Sandro Veronesi e il suo Il Colibrì (La Nave di Teseo) toccò i 200 voti e Gianrico Carofiglio, secondo arrivato con La misura del tempo (Einaudi) stazionò a 132.
Due Vite: un ritratto con sprazzi di periodi incantevoli sul filosofeggiare dell’assenza
In Due vite – Trevi recupera le tracce dei defunti scrittori, e amici vicinissimi, Pia Pera e Rocco Carbone. Cupo, fragile, bipolare Carbone, autore di una manciata di folgoranti romanzi tra fine novanta e inizio duemila, inseguito da quelle “furie” che lo ossessionavano senza tregua. Pera, “signorina inglese” che traduceva dal russo Pushkin e Cechov, avventuratasi in una Lolita in soggettiva respinta con sdegno dall’erede di Nabokov, e infine protagonista di successo di un giardinaggio in prima persona come forma di letteratura.
Due vite” – come detto – racconta appunto la storia di amicizia di Emanuele Trevi con Rocco Carbone e Pia Pera, due scrittori scomparsi troppo giovani, una storia delle sconfitte e delle euforie, dei litigi e dei gesti indimenticabili, delle notti romane e del dolore di averli persi.
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