CRONACA cartelli stradali

Bello sarebbe che partisse da Livorno la lotta ai cartelli della vergogna

I grandi della nostra storia citati con i caratteri in minuscolo, un orrore della malaburocrazia che deve essere cancellato per una battaglia di civiltà. invitando tutti a inviarci le foto che mancano nell'articolo

Alcuni cartelli con scritte in minuscolo

I grandi della nostra storia citati con i caratteri in minuscolo, un orrore della malaburocrazia che deve essere cancellato per una battaglia di civiltà. invitando tutti a inviarci le foto che mancano nell’articolo

Bello sarebbe, come ci scrive la nostra lettrice Michela Sgarallino che ringraziamo ,la quale segnala con un suo post su facebook uno dei tanti cartelli , che proprio da Livorno partisse questa battaglia di civiltà e di risarcimento della memoria. E di nostro aggiungiamo questa carrellata dell’orrore raccolta in città, invitando tutti a inviarci le foto che mancano all’appello della vergogna.

Sono anni e anni che se ne parla. Ma, ovviamente, come avviene per tante altre se non quasi tutte le scelleratezze partorite dalla burocrazia nazionale, nulla cambia.

Eppure la segnaletica toponomastica che infesta soprattutto le periferie e i quartieri nati sul finire del secolo scorso è una delle più vergognose offese pubbliche alla memoria storica, artistica, culturale del nostro Paese. E non solo del nostro Paese. Difficile risalire a quell’autentico analfabeta, piazzato ai vertici di un qualsiasi ministero, che ha dato il via alla vera e propria pandemia di ignoranza con i cartelli stradali di vie e piazze indicanti in minuscolo i nomi di tanti giganti della storia e della gloria patria.

Ma è certo che risale almeno al 2015 l’ultimo richiamo, firmato dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, competente a farlo ma altrettanto ovviamente perduto nel nulla, a mettere mano a questa gigantesca porcheria. Richiamo indirizzato a tutti i comuni italiani che, sei anni fa, risposero sostanzialmente in coro che non avrebbero fatto proprio nulla se il governo non avesse dato loro i soldi per farlo: più o meno 50 euro a cartello, più manodopera. Tanto? Poco? Tutto opinabile, come opinabili sono ovviamente altre montagne di soldi buttati dagli stessi enti locali in tante iniziative clientelari o solo autocelebrative del politicante di turno.

Mentre resta calpestata la dignità di chi ha reso davvero grande questo nostro maltrattato Paese.

Riccardo Repetti

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