Per Gervasi Massimo, Presidente dell’Associazione di Partite IVA “𝘼𝙋𝙄𝙏 𝙄𝙏𝘼𝙇𝙄𝘼”, il problema non è il blocco dei licenziamenti, il problema è come garantire la continuità di impresa
Per Gervasi Massimo il problema non è il blocco dei licenziamenti, ma è come garantire la continuità di impresa
alla base dei licenziamenti c’è l’incertezza e garanzia di continuità lavorativa. Ad oggi il mercato del lavoro è fermo a causa delle fallimentari scelte del Governo, appoggiate da un sindacato che si è appena risvegliato da un letargo lungo 14 mesi; mesi in cui noi associazioni di impresa abbiamo spesso richiesto la loro presenza nelle nostre manifestazioni in rappresentanza dei lavoratori, mai avvenuta
Massimo, quasi per ironia nella giornata di ieri 1 luglio, Governo e sigle Sindacali di categoria parlano di importanza del dialogo tra le parti sociali e il mondo delle imprese, possiamo dire che finalmente si muove qualcosa?
troppo tardi, nel frattempo abbiamo raggiunto 1 milione di nuovi disoccupati e 500 mila aziende chiuse o in chiusura. I giovani e le donne sono il segmento più colpito dalla disoccupazione e dalla perdita di lavoro
Le motivazioni?
contratti a tempo determinato, necessità familiari, lavori precari e basse competenze.
Puoi essere più preciso e farci qualche esempio?
Il settore tessile, calzaturiero e moda è stato prorogato fino a fine ottobre con il compromesso però che i sindacati RACCOMANDINO alle aziende l’utilizzo degli ammortizzatori sociali prima di decidere la via del licenziamento. Questo è il massimo che i sindacati CGIL CISL e UIL hanno portato a casa…. e ne sono anche soddisfatti!!!
“Vi dico io cosa serve” continua Gervasi:
Mancano i servizi di formazione che non possono essere a carico delle imprese così come paventato da alcuni sindacati. È necessario sfruttare le tante risorse europee, soldi veri, ma manca un progetto di disegno organico dei servizi per il lavoro. Serve una riforma degli ammortizzatori economico-sociali, migliorando ed integrando quelli già presenti e non aggiungendone di nuovi e complessi. Serve una riforma vera dei contratti collettivi e a tempo determinato che favorisca imprese e lavoratori con l’abbattimento del cuneo fiscale; per gli stagionali il decreto di riferimento è del 1963
Cosa pensi delle aziende “eroi” di questa pandemia economica?
Che sono anche loro vittime di scelte scellerate di un Governo distratto e disorganizzato, lo Stato dovrebbe loro riconoscere per almeno tre anni sgravi fiscali e agevolazioni burocratiche.
Secondo te non sono bastati prima e non bastano ora gli sforzi del Governo?
Questo è il paese delle forme e non della sostanza. È il paese della quantità ma non della qualità… gli effetti sono molto spesso contrari, nocivi e di disorganizzazione.
In questa dura battaglia contro il tempo per la sopravvivenza, chi ha ragione e chi ha torto?
Hanno ragione tutti: dipendenti e imprenditori, ma non lo Stato e i sindacati responsabili di ogni conseguenza. È una guerra tra poveri. Vi chiedo la cortesia di non giudicare il dipendente (che non accetta il lavoro) o l’imprenditore (che paga poco)… questa è sopravvivenza, e noi siamo le vittime sacrificali