Arriva da Terni, auspica “Grande rispetto e valorizzazione dei comportamenti positivi”
Si è presentato oggi alla stampa il nuovo questore di Livorno, Roberto Massucci, successore di Lorenzo Suraci; classe 1967, arriva da Terni dove ha ricoperto l’analogo ruolo da dicembre 2019. Molto empatico, il nuovo questore si è presentato in conferenza stampa con una mascherina amaranto, a testimoniare fin da subito il suo legame con la nuova città, che, parole sue, lo ha emozionato fin dal suo arrivo “per le potenzialità economiche ben rappresentate dall’Interporto e per la bellezza architettonica e del lungomare.” La sua idea di polizia, ha spiegato, è basata sul “grande rispetto per tutti, e sulla valorizzazione dei comportamenti positivi.
Sono convinto che il controllo del territorio non lo si ottiene con la militarizzazione dello stesso, ma con i comportamenti virtuosi. Del resto la sicurezza è la somma dei comportamenti delle persone, per cui se le persone si comportano bene, la sicurezza c’è. Per questo è molto importante l’opera di prevenzione e sensibilizzazione, da attuarsi continuamente e non una tantum. Auspico che i poliziotti vengano visti come color che aiutano a non sbagliare, e non come coloro che reprimono. Per questo il questore ed i suoi collaboratori devono dare l’esempio, nell’ottica, secondo me vincente, della gentilezza e del rispetto. In sostanza una polizia dal volto, appunto, gentile che si rapporti empaticamente con i cittadini, mediando tra le diverse esigenze degli stessi.”
La Droga
Un passaggio importante della conferenza stampa è stato quello sul consumo degli stupefacenti, purtroppo arrivato, nella nostra città a livelli di guarda: “Anche a Livorno questo è un grosso problema; dobbiamo dire no al consumo degli stupefacenti, avendo ben chiaro che tutti i casi di overdose partono dal consumo di droghe leggere. In generale, la repressione va bene, ma non è così che si risolve il problema; se arrestiamo uno spacciatore, che in media guadagna da questa attività illecita 15.000 al mese, viene subito sostituito. La chiave vincente è nel far venir meno la richiesta, e per farlo serve comprensione nei confronti dei giovani; in generale, nella lotta alla droga, come in quella verso ogni tipo di dipendenza, bisogna intervenire per ridurne la richiesta.”