MIGRANTI Accoglienza

San Vincenzo, 110 ucraini verso l’ex hotel Santa Caterina: il Comune convoca un Consiglio aperto

La Prefettura ha avviato l’iter per il trasferimento entro fine anno. Il sindaco Riccucci chiede servizi adeguati e una programmazione condivisa.

Ex hotel Santa Caterina a San Vincenzo, destinazione per 110 cittadini ucraini
L'ex hotel Santa Caterina di San Vincenzo, struttura individuata per l'accoglienza di 110 cittadini ucraini.

La Prefettura ha avviato l’iter per il trasferimento entro fine anno degli ospiti del Cas di Piombino. Il sindaco Riccucci: «Accoglienza da organizzare in modo serio e sostenibile»

A comunicarlo ufficialmente all’Amministrazione comunale è stato il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi, spiegando che l’iter relativo all’accordo con il soggetto privato proprietario dell’immobile sarebbe già in fase avanzata.

Secondo quanto riferito dal Comune, si tratta di una decisione assunta dalla Prefettura, rispetto alla quale l’Amministrazione di San Vincenzo non ha competenza diretta.

Il Comune: «Perplessi sulle modalità»

La notizia arriva dopo che il sindaco Paolo Riccucci aveva chiesto un incontro alla Prefettura per verificare alcune segnalazioni relative al possibile trasferimento degli ospiti, anche alla luce della vendita del complesso di Piombino.

Il Comune chiarisce di voler garantire piena attenzione alle persone provenienti da un contesto di guerra, ma allo stesso tempo manifesta perplessità sulle modalità dell’operazione.

«A queste persone che arrivano da un contesto di guerra va innanzitutto il nostro pensiero di vicinanza e solidarietà», afferma Riccucci.

Il sindaco sottolinea però come l’arrivo contemporaneo di oltre cento persone, tra uomini, donne e bambini, in una sola struttura richieda una programmazione condivisa e servizi adeguati.

Per questo l’Amministrazione ritiene di non poter esprimere un parere positivo sul trasferimento fino a quando non saranno chiariti tutti gli aspetti organizzativi e verificati i servizi che verranno messi a disposizione.

«Accoglienza sì, ma deve essere sostenibile»

Riccucci respinge l’idea che le perplessità espresse dal Comune rappresentino una chiusura nei confronti dei cittadini ucraini.

«Dire che San Vincenzo non è oggi nelle condizioni di sostenere adeguatamente un’accoglienza di queste dimensioni non significa rifiutare chi fugge dalla guerra», precisa il sindaco.

La richiesta dell’Amministrazione è che l’operazione venga organizzata tenendo conto sia delle necessità delle persone accolte sia della capacità del territorio di garantire servizi, integrazione e assistenza.

«La solidarietà, per essere davvero tale, non può limitarsi a spostare delle persone da un luogo all’altro», aggiunge Riccucci.

Consiglio comunale aperto alla cittadinanza

Il Comune ha già informato i gruppi consiliari e ha deciso di convocare un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione della cittadinanza.

L’obiettivo sarà fornire informazioni sul progetto, raccogliere osservazioni e chiarire le modalità dell’accoglienza.

All’incontro ha dato la propria disponibilità a partecipare anche il prefetto Giancarlo Dionisi.

L’Amministrazione comunale fa sapere che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione, confrontandosi con gli enti competenti per tutelare la comunità locale e favorire percorsi di integrazione e inclusione per le persone che saranno ospitate a San Vincenzo.

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