Zona pedonale in Borgo Cappuccini: intervista a Luca Mazzoni, ex portiere amaranto e titolare del ristorante “La Vecchia Ciurma”

Zona pedonale in Borgo Cappuccini: intervista a Luca Mazzoni, ex portiere amaranto e titolare del ristorante “La Vecchia Ciurma”

Luca Mazzoni (foto di Massimo Landi)

Zona pedonale in Borgo Cappuccini: intervista a Luca Mazzoni, ex portiere amaranto e titolare del ristorante “La Vecchia Ciurma”.

In merito alla discussa pedonalizzazione di una parte di Borgo Cappuccini siamo andati a sentire il titolare del ristorante “La Vecchia Ciurma”, nonché ex portiere del Livorno, Luca Mazzoni
Come prima domanda ti volevo chiedere com’è nata l’idea della pedonalizzazione?

L’idea è nata dalle necessità post Covid19, visto che le attività, soprattutto quelle di somministrazione, come ristoranti e bar, sono state penalizzate.

Fino ad un mese fa c’era anche l’indecisione, da parte di qualcuno, se ripartire o meno.

Quindi abbiamo creato, inizialmente una chat per confrontarsi visto che c’era, ma c’è ancora, molta preoccupazione.

In questa chat è venuta fuori l’idea di chiedere all’Amministrazione Comunale di poter chiedere maggiori spazi esterni.

Per problemi tecnici, come ad esempio i parcheggi a pagamento, abbiamo pensato di chiedere, anche parlando con i residenti, la possibilità di chiudere la strada in determinate fasce orarie.

La nostra richiesta deriva dal fatto che questa strada spesso, durante l’estate, essendo vicino al porto ed alle navi da crociera, vive di turismo e quest’anno non avrà questa possibilità.

Quindi abbiamo pensato di creare un angolino per rendere più confortevole, anche ad altre persone che magari prediligono altre zone della città durante l’estate, ed appetibile anche questa parte di città.

Da qui è nata l’idea di chiedere, agli altri commercianti ed ai residenti per poi finire all’Amministrazione Comunale, la possibilità di chiudere in un’orario serale, per cercare di recuperare un pò di tavoli e, di conseguenza, non perdere introiti visto che le spese, bollette, affitti e tasse, non si sono fermate.

Partorita questa idea abbiamo, per prima cosa, deciso di parlarne con gli altri commercianti, perché non vogliamo assolutamente arrecare un danno e dobbiamo rispettarci a vicenda.

E questo lo abbiamo fatto.

Un mese fa abbiamo fatto un incontro con tutti i commercianti di questa via.

Apro una parentesi. Io sono dell’opinione che, chi non partecipa a questi incontri, non ha poi il diritto di parola perché il confronto bisogna averlo.

In questo incontro, nonostante sia stato animato, siamo giunti ad una decisione di chiedere, all’Amministrazione, di chiudere dalla 18.00.

Ha poi fatto seguito un foglio firmato e timbrato da tutti i commercianti che è stato portato in Comune. Visto che abbiamo capito che ci stavano venendo incontro, gli abbiamo ringraziati e poi abbiamo proposto l’idea all’Amministrazione che, si è resa subito disponibile.

Addirittura, visto che piaceva molto, è stato proposto la pedonalizzazione 24 ore su 24 della strada. Noi somministratori però abbiamo detto che non era giusto per il resto delle attività.

Quando abbiamo parlato con l’Amministrazione abbiamo espresso i nostri dubbi per quanto riguarda i residenti.

Abbiamo chiesto, a Sindaco ed all’Assessore, che ci fosse l’alternativa reale ai posti macchina. Se ci sono posti auto alternativi andiamo avanti altrimenti non si può continuare perché non possiamo andare contro chiunque.

Occorre fare una precisazione. Durante l’estate abbiamo tutti i gazebo fuori. Inizialmente l’idea era di raddoppiare il suolo pubblico sui posti macchina. Raddoppiandolo i parcheggi venivano annullati.

Dopo che abbiamo parlato con l’Amministrazione, la stessa ci ha detto, dopo una settimana, che avrebbe parlato con i residenti per spiegarli le alternative trovare su parcheggi e viabilità.

Due volte l’Assessore Cepparello ed il Sindaco Salvetti si sono presentati qui per parlare con i residenti.

In contemporanea abbiamo dato il via ad un progetto dopo aver sentito le raccomandazioni del Sindaco sul rispetto della quiete e del decoro pubblico.

Noi non vogliamo fare movida anche perché, la nostra clientela è formata da famiglie. Noi vogliamo, sopratutto, recuperare posti, visto le limitazioni che ci sta dando questo Covid.

Vogliamo anche mettere le persone in un decoro che in questa via, in questo momento, non c’è.

Questa è l’idea. Sposata, prima dal resto dei commercianti, e poi anche dall’Amministrazione Comunale.

Il Sindaco, per poter continuare nel nostro progetto, ci ha chiesto determinate cose. Per primo l’ordine e poi la bellezza. Ci siamo attrezzati comprando tutti gli stessi ombrelloni e sistemare tutto quello che c’era di competenza.

Ci doveva essere anche una sorpresa per i residenti, a carico nostro, come la luminara estiva che doveva essere presentata il giorno della chiusura.

Volevamo ringraziare i residenti sul fatto che ci stavano aiutando.

Noi abbiamo portato un progetto, ci siamo impegnati a mantenere a nostre spese il decoro urbano che trovo assolutamente giusta.

Parlare di movida qui, mi viene da ridere.

I residenti cosa hanno detto?

Quando l’Amministrazione ci ha detto di fare l’incontro con i residenti io, personalmente, ho detto che non è giusto che ci vadano i commercianti perché si creano delle polemiche.

E’ l’Amministrazione che deve andare ad incontrare i residenti e non i commercianti.

Noi avevamo già avuto un incontro con l’Amministrazione e toccava all’Amministrazione rispondere ad eventuali domande dei residenti.

L’Amministrazione è venuta tre volte con tanto di capannello davanti all’Istituto Nautico.

Credo che, se l’Amministrazione Comunale, ha deciso di portare avanti il progetto non credo che abbia avuto dei riscontri negativi tra i residenti.

Se le scelte che vengono fatte sono sbagliate poi, nel corso tempo, l’Amministrazione pagherà le conseguenze.

Da quello che mi è stato detto i posti macchina alternativi sono stati trovati.

Per quanto riguarda la “movida”, dai residenti non ci sono mai state lamentele.

Per il progetto abbiamo chiamato in causa un geometra, per tutta una serie di cose che dobbiamo rispettare.

Luca Mazzoni ha voluto fare anche una precisazione sui commercianti

Voglio fare una passaggio sui commercianti.

Dopo aver firmato il foglio che abbiamo mandato in Comune per illustrare il progetto, abbiamo visto che nascevano delle polemiche.

Se il problema è la chiusura un’ora prima, alle 18 e non alle 19, allora si poteva parlare insieme ed andare dall’amministrazione per chiedere il posticipo.

Nell’ultimo incontro che abbiamo fatto con il Sindaco, che risale a quattro giorni fa, per il fatto, soprattutto, del decoro urbano, abbiamo chiesto di chiudere la strada, senza problemi e per smorzare la polemica, anche un’ora dopo.

Le proteste dei commercianti due giorni prima per una cosa che era stata decisa un mese prima non le condivido.

Bastava che venissero due settimane prima, se il problema è veramente questo, e si andava tutti insieme a chiedere di chiudere la strada alle ore 19.

Come abbiamo fatto un mese fa bastava parlare tra noi.

Fino a un mese e mezzo fa ci dicevano di non mollare e che ci avrebbero dato una mano.

Sembrava così ma poi mi alzi la polemica a due giorni dall’inizio e non è giusto.

Questo è un tentativo di ripartire anche perché non è detto che serva definitivamente.

Noi speriamo di passare quest’estate che sembra più dura del previsto.

Sembra una guerra tra poveri.

Quanto ha inciso il Covid19 sulla tua attività?

Il Covid ha inciso moltissimo per due motivi principali.

Per prima cosa le persone non sono ancora tranquille. In tanti non se la sentono di andare in posti affollati.

In molti cercano il posto all’aperto, per stare più larghi senza chiudersi dentro.

Per secondo la ristorazione non è un bene primario e magari, chi prima aveva la possibilità di spendere i soldi per andare fuori a cena due volte alla settimana ne va una, e chi ci andava una sola volta non ci va proprio.

Ci sono sere che facciamo solo un tavolo e le spese sono sempre le stesse, tra impiegati e bollette, come prima.

La nostra idea infatti è quella di ricreare un ambiente all’esterno per cercare di incoraggiare, soprattutto le famiglie con bambino, a venire.

Degli incentivi governativi ne hai fatto richiesta?

Io nel mio piccolo sono stato fortunato.

Sono una di quelle persone che in questi mesi, grazie alla mia attività di calciatore professionista in precedenza, è stata tranquilla.

Non ho richiesto neanche il finanziamento dei 25.000 Euro perché pensavo di non aprire. Mi creo un debito e per questo motivo non ho voluto farlo.

Quindi è una ripartenza provvisoria questa che state facendo?

Le persone non hanno capito che noi stiamo provando a ripartire per non mandare a casa le persone.

Fra tutti i ristoratori della zona ci sono 40 persone che lavorano. Noi stiamo cercando di salvare l’attività.

In tanti hanno visto la saracinesca alzato e hanno detto che tutto è apposto. Non è così.

Io ho riaperto ma non sono convinto che arrivo a fine estate.

Ho dovuto pagare 7.000 Euro per riaprire, e l’ho potuto fare, pensa a quelli che non lo possono fare.

Sono convinto che questa idea può portare gratificazione a tutte le attività della zona.

Magari anche chi non lo è cambia idea.

Ecco la domanda fatidica: cosa rispondi al consigliere comunale della Lega Alessandro Perini?

Io Perini non lo conosco di persona ed il politico non lo faccio. Io sono qui per risolvere un problema ai miei dipendenti.

Perini qui non si è mai visto, io non so con chi abbia parlato per capire quali sono i reali problemi dei commercianti.

Sono disponibile ad aprire la porta a Perini e dirgli, guarda questi sono i miei dipendenti, fatti spiegare da loro quali sono i problemi.

Non mi interessa ne parlare con Perini e rispondere a Perini per due motivi.

Per primo, anche non facendo politica, mi piace informarmi e spesso vedo e leggo e mi faccio una mia idea. Mi risulta che questa sia gente che fa polemica solo su Facebook o a distanza.

Sono disposto anche a mettermi a sedere con Perini e dirgli quali sono i nostri problemi.

Rileggendo il comunicato non riesco a capire a cosa si riferisce quando dice “privatizzazione”.

I problemi che evidenzia Perini sono “il disagio dei residenti che avranno, sicuramente a che fare, come in altre zone della città, a schiamazzi incontrollati, assembramenti, abbandono di bicchieri e mozziconi di sigaretta”.

Da quando ci siamo noi questi problemi non ci sono mai stati ed il signor Perini l’ho visto spesso in via Cambini, conoscendolo di vista visto che le sue numerose comparse su Facebook, dove spesso questi problemi ci sono.

Dobbiamo essere noi ad essere responsabili e prendere cura di tutto. Una cosa che io ho garantito al Sindaco ed all’Amministrazione.

Lui usa questa cosa per dare fastidio all’Amministrazione, la strumentalizza.

Invito pubblicamente Perini a venire in Borgo Cappuccini e sentire la nostra campana. In otto anni non ce l’ho mai visto qui. Non credo che abbia piena coscienza di quello che facciamo in Borgo.

Io non voglio fare polemica perché mi sembra abbastanza normale che questa sia una strumentalizzazione.

Lo invito, prima di parlare, a prendere coscienza che forse, a fine estate, si trova 40 persone senza lavoro. Cavalcherà l’onda del malumore delle 40 persone?

A casa mia mi hanno insegnato a parlare con tutti. Se vuole venire si può fare un’idea più specifica dei problemi e lo aspettiamo.

Voglio chiudere con un chiarimento su un attacco personale. Non conoscendolo, non voglio attaccarlo personalmente, anche perché non mi viene nulla in tasca, ma un chiarimento lo voglio fare.

Quando lui dice: “Questo a me non risulta e infatti i residenti hanno scoperto la “bella notizia” attraverso il post di un ex calciatore del Livorno Calcio, anch’egli titolare di un’attività interessata all’arrivo della movida. Mi risulta, invece, un incontro informale e basato sul passaparola, partecipato solo dai commercianti. Quindi un incontro al quale si riesce a partecipare solo se in stretto contatto con sindaco e assessore. Viene il dubbio che si sia trattato di un incontro tra amici. Capite bene, allora, che resta ben poco chiaro anche il percorso attraverso il quale vengono assunte decisioni come questa. Un percorso incoerente e in cui si procede per strappi con la cittadinanza. In sintesi: un percorso a colpi di “pallonate”, per rimanere in tema di amicizie”.

Non essendo un politica, sono abituato a dire le cose in faccia. Ho la terza media, ma non sono scemo. Conosco l’attuale Sindaco per ovvi motivi, come conoscevo Nogarin e Cosimi. Sfido a trovare una chiamata di Luca Mazzoni a Luca Salvetti.

Quando parlo con Luca Salvetti lo chiamo signor Sindaco e, quando gli mando un messaggio, come ho fatto per dirgli che avevamo intenzione di portarli questo progetto, via Whatsapp e mi ha risposto tre giorni dopo.

Non mi sono alterato perché è il Sindaco di Livorno. Io alle istituzioni porto rispetto, come da mia abitudine. Quindi, quando mi si dicono certe cose con, sottointeso alcune affermazioni, allora ti assumi le tue responsabilità.

Invito Perini a parlare con gli altri commercianti senza però tirarmi in ballo. Io non ho interessi politici e sia chiaro quando mi vuole dire qualcosa. Altrimenti prendo anche un avvocato che dirà al signor Perini come ci si comporta.

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