CALCIO Game Over

Vergogna Livorno, tonfo con il Cosenza e retrocessione sicura

Gli amaranto sbagliano tutto, perdono senza lottare, per 3-0, e vedono la C ad un passo. E’ vergogna Livorno

Al peggio non c’è mai fine, il Livorno perde, in un soleggiato pomeriggio invernale, ogni speranza di mantenere la categoria. Lo fa cedendo nello scontro diretto con il Cosenza, e lo fa senza l’onore delle armi, consegnandosi di fatto ad una squadra che, prima di risalire il Tirreno fino ai Quattro Mori, veniva da cinque consecutivi ko, costati il posto a Piero Braglia, a beneficio di “Bepi” Pillon. Insomma, è vergogna Livorno; una autentica Caporetto, ennesima testimonianza di una squadra senz’anima, senza personalità, senza un leader, il tutto amplificato dalle cervellotiche scelte di Roberto Breda. Ed adesso la corsa è davvero finita, bisogna iniziare a lavorare per la prossima stagione, nella speranza di una pronta risalita, a prescindere dal cambio o meno di proprietà.

Approccio disastroso

Il buongiorno, e non è tale, si vede fin dai primi minuti di gioco; ti aspetti una compagine amaranto lancia in resta, con il sangue agli occhi nel tentativo di andarsi a prendere l’unico risultato utile per continuare a coltivare un briciolo di speranza di salvezza, la vittoria. Seeeeeeee, direbbero i livornesi di scoglio. Pronti via, ed a fare la partita è subito il Cosenza, una squadra reduce da cinque consecutive, non il Real Madrid. I Lupi della Sila mantengono costantemente il possesso di palla, mostrano una fisionomia di squadra che il Livorno si sogna la notte.

Doppio Asencio

I calabresi non fanno niente di trascendentale, ma mettono comunque alla corda gli spauriti amaranto, dando l’impressione di militare in una categoria superiore al Livorno. La lotta è impari soprattutto a centrocampo; Kanoutè – un ’98 -, Bruccini e Sciaudone si mettono nel taschino i dirimpettai labronici.

Insomma il divario tra le due squadre, in fin dei conti in classifica divisi da soli 6 punti, è palpabile. E si materializza attorno alla mezzora. Il buio amaranto ha le sembianze di un giovane attaccante spagnolo, arrivato a gennaio dal Pisa. Si chiama Asencio, in estate cercato proprio dal Livorno. Il numero 9 prima infila di testa Plizzari, con la difesa amaranto in stile museo delle cere, e poi replica con una bella mezza rovesciata.

Difesa inguardabile

Due reti che ancora una volta raccontano della fragilità della difesa amaranto, in versione statua di sale. In occasione del primo gol Asencio prima stacca indisturbato, poi, sulla respinta di Plizzari, infila il gol sblocca risultato senza che i difensori amaranto provino a disturbarlo. E non è l’unica occasione in cui la retroguardia dorme: accade anche in occasione del terzo gol, sempre nella prima frazione, del Cosenza.

La difesa di Breda, forse il maggior colpevole di questa incredibile situazione, collassa a destra, basta un lancio a cambiare il fronte di attacco per spalancare un’autostrada a Bruccini, altro giocatore cercato in passato dagli amaranto, bravo a concretizzarla nel 3-0. Fosse un match di tennis sarebbe “Game, Set e match”, invece ci sono altri 50′ di pura sofferenza per una partita che doveva essere quella della svolta ed invece si trasforma nel “de profundis” amaranto.

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