Il corpo recuperato al largo di Rimigliano potrebbe appartenere a Uladzimir Aldokhin, ingegnere di 33 anni scomparso durante una vacanza sulla costa livornese. Le circostanze rendono sempre più concreta l'ipotesi, ma manca ancora la conferma ufficiale dell'identità.
Il collegamento tra la scomparsa e il ritrovamento appare sempre più plausibile, anche alla luce delle circostanze e della vicinanza temporale tra i due episodi. L’identificazione definitiva, tuttavia, resta subordinata agli accertamenti sul DNA.
Una vicenda che nelle ultime settimane ha suscitato preoccupazione, con numerosi appelli per ritrovare l’uomo diffusi anche sui social network.
La vacanza in Toscana, poi la scomparsa
Uladzimir Aldokhin, residente in Lituania, era arrivato sulla costa livornese il 5 settembre per trascorrere un periodo di vacanza, soggiornando in una struttura ricettiva nella zona di Bibbona.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa locale, il giovane aveva mantenuto i contatti con alcuni conoscenti durante il soggiorno, comunicando anche di trovarsi nella zona di Livorno.
Le ultime tracce della sua attività telefonica risalirebbero al 13 settembre. Da quel momento il cellulare è diventato irraggiungibile e dell’uomo si sono perse le tracce.
La scomparsa ha spinto la famiglia a lanciare diversi appelli, successivamente rilanciati online e dalla trasmissione televisiva Chi l’ha visto?.
Sei giorni dopo, il ritrovamento del cadavere
Il 19 settembre, alcuni diportisti hanno segnalato la presenza di un corpo in mare al largo di Rimigliano, nel tratto di costa tra San Vincenzo e Piombino.
Il cadavere, recuperato con l’intervento dei soccorritori, si trovava in avanzato stato di decomposizione e non aveva documenti che consentissero di identificarlo immediatamente.
Dai primi accertamenti non sarebbero emersi segni evidenti di violenza, ma le condizioni della salma hanno reso particolarmente complesso stabilire l’identità e le circostanze del decesso.
La coincidenza tra il periodo della scomparsa, la zona del soggiorno e il ritrovamento del corpo ha portato a valutare un possibile collegamento tra i due episodi.
Le indagini e la possibile conferma attraverso il DNA
La vicenda potrebbe essere vicina a un chiarimento sul piano dell’identificazione.
Secondo quanto riportato da Il Tirreno il 13 ottobre, la polizia ha avviato contatti con la madre del giovane, Tatiana, attraverso i canali diplomatici, per consentire gli accertamenti genetici necessari.
Il confronto del DNA rappresenta il passaggio decisivo per stabilire se il cadavere recuperato in mare sia effettivamente quello del 33enne.
Al momento non risulta comunicato pubblicamente un esito definitivo.
Restano da chiarire le cause della morte
Anche qualora il corpo venisse identificato come quello di Aldokhin, rimarrebbe da ricostruire che cosa sia accaduto nei giorni successivi alla sua scomparsa.
L’ingegnere lavorava nel settore delle tecnologie ottiche in Lituania. Questo elemento della sua vita professionale è emerso nelle ricostruzioni giornalistiche, ma non risultano prove che colleghino il suo lavoro alla scomparsa o a un eventuale fatto criminoso.
Secondo le informazioni pubblicate finora, l’autopsia non risultava ancora disposta al 13 ottobre. Non sono quindi note le cause del decesso né è possibile stabilire se si sia trattato di un incidente, di un malore o di altre circostanze.
La domanda principale resta quella sull’identità del corpo, per la quale si attende il risultato degli esami genetici.
Una conferma permetterebbe di chiudere il capitolo della ricerca dello scomparso, ma aprirebbe quello degli accertamenti sulle cause della sua morte.
Fonti: Il Tirreno, MaremmaOggi e Rai – Chi l’ha visto?. Informazioni disponibili al 13 ottobre 2026.