Un programmatore utilizza l'intelligenza artificiale per ricreare alternative gratuite a Photoshop, Premiere Pro, Word ed Excel. I software sono disponibili online, ma sono davvero legali? Ecco cosa sapere.
Il progetto si chiama ArtCraft e comprende una raccolta di 12 applicazioni dedicate alla grafica, al montaggio video, alla fotografia e al lavoro d’ufficio.
Un’iniziativa che punta a offrire alternative ai costosi abbonamenti software, anche se i programmi sono ancora in fase di sviluppo.
Da Photoshop a Word: ecco i programmi gratuiti
Il progetto, sviluppato con il supporto dell’intelligenza artificiale Claude e utilizzando il linguaggio Rust, propone applicazioni indipendenti che riprendono le principali funzionalità dei software più famosi.
Tra queste troviamo:
- PhotoCraft: alternativa a Photoshop per modificare fotografie.
- VectorCraft: alternativa a Illustrator per creare loghi e grafica vettoriale.
- FilmCraft: alternativa a Premiere Pro per il montaggio video.
- DesignCraft: alternativa a InDesign per l’impaginazione.
- WordCraft, GridCraft e DeckCraft: alternative a Word, Excel e PowerPoint.
La raccolta comprende anche programmi per PDF, effetti speciali, fotografia, audio e progettazione CAD.
I software sono pensati per Windows, macOS e Linux, con versioni utilizzabili anche tramite browser per diverse applicazioni.
Attenzione però: non si tratta di versioni originali Adobe o Microsoft rese gratuite. Sono programmi nuovi, sviluppati indipendentemente, e molti non hanno ancora raggiunto la completezza o l’affidabilità dei prodotti commerciali.
Ma è legale ricreare Photoshop con l’intelligenza artificiale?
La domanda è inevitabile: copiare le funzionalità di un programma famoso è consentito?
In linea generale, realizzare un software alternativo con codice originale è possibile, purché vengano rispettati i diritti d’autore, i marchi e le altre tutele applicabili.
Anche la Corte di giustizia dell’Unione europea, con una sentenza del 2012, ha chiarito che le funzionalità di un programma informatico non sono di per sé protette dal diritto d’autore sul software.
Questo però non autorizza a copiare il codice originale, i contenuti protetti o i marchi di altre aziende.
Gli sviluppatori di PhotoCraft dichiarano di aver realizzato il programma da zero, senza utilizzare codice proprietario Adobe. Non risulta tuttavia una verifica giudiziaria definitiva sulla liceità dell’intero progetto.
Quale licenza utilizzano? Si possono usare anche per lavoro?
Dai repository ufficiali emerge che applicazioni come PhotoCraft, VectorCraft, FilmCraft e WordCraft sono pubblicate con doppia licenza open source MIT o Apache 2.0.
Si tratta di licenze che consentono generalmente anche l’utilizzo commerciale, la modifica e la redistribuzione del codice, rispettando le condizioni previste.
I marchi e alcuni materiali inclusi possono però avere licenze differenti. Inoltre, la piattaforma ArtCraft dedicata alla generazione di immagini e video con AI è un prodotto distinto, con condizioni proprie.
Queste licenze non vanno confuse con le Creative Commons, generalmente utilizzate per fotografie, video, musica e altri contenuti creativi. Per i programmi informatici si utilizzano normalmente licenze specifiche, come MIT, Apache e GPL.
Non solo ArtCraft: esistono già molte alternative gratuite
In realtà, chi vuole lavorare senza acquistare costosi abbonamenti ha già a disposizione numerosi programmi affermati:
GIMP, per modificare fotografie; Inkscape, per la grafica vettoriale; Blender, per animazioni e modellazione 3D; LibreOffice, per documenti e fogli di calcolo; e DaVinci Resolve, che offre una versione gratuita per il montaggio video professionale.
GIMP, Inkscape, Blender e LibreOffice sono software liberi con proprie licenze open source. DaVinci Resolve, invece, è un programma proprietario che dispone anche di una versione gratuita.
Gratuito non significa necessariamente open source, così come open source non significa privo di regole: prima di scaricare, modificare o distribuire un programma è sempre opportuno controllarne la licenza.
Dove scaricare i programmi e quali sono i limiti?
Le applicazioni del progetto ArtCraft sono consultabili su https://getartcraft.com/apps, dove sono disponibili collegamenti ai programmi e al codice sorgente.
Secondo una prova pubblicata da TechRadar nell’ottobre 2026, alcune applicazioni presentano ancora rallentamenti, problemi di compatibilità e funzionalità incomplete.
Il progetto rappresenta quindi una novità interessante, ma non ancora una sostituzione completa della suite Adobe.
La vera rivoluzione potrebbe essere un’altra: grazie all’intelligenza artificiale, sviluppare alternative ai grandi software commerciali sta diventando più accessibile, aprendo nuove possibilità per professionisti, piccole imprese e utenti che cercano strumenti gratuiti e legali.
Fonti: ArtCraft, repository GitHub dei progetti, TechRadar, Creative Commons e Corte di giustizia dell’Unione europea.