Un'occasione unica per esplorare la storica sede della Camera di Commercio, tra arte, storia e volumi rari.
L’iniziativa, promossa dal FAI, ha previsto visite senza prenotazione, organizzate in gruppi di circa 35 persone, con partenze scaglionate ogni venti minuti per garantire un’esperienza fluida e approfondita. E’ stata un’occasione imperdibile per i cittadini e i visitatori di immergersi nella storia e nell’architettura di uno degli edifici più antichi e significativi di Livorno.
Il Palazzo della Dogana, situato in Piazza del Municipio 48, rappresenta una vera e propria pietra miliare nel panorama storico livornese. La sua costruzione risale al 1646, su progetto dell’architetto Annibale Cecchi, per volere di Ferdinando II dei Medici. Originariamente, l’edificio fu concepito con l’importante funzione di tutelare e regolare i traffici mercantili che animavano il porto di Livorno.

Un tuffo nella storia di Livorno
Sotto il suggestivo loggiato seicentesco, punto di partenza delle visite, si svolse un evento di grande rilevanza storica per la città: nel 1749, infatti, ebbe luogo la prima estrazione ufficiale del gioco del lotto cittadino. Un aneddoto che testimonia la vivacità e l’importanza del palazzo nella vita pubblica livornese di allora.

Al piano terra, l’attuale Sala Elba celava nel Settecento la “Stanza dei pubblici pagamenti”. Qui operavano scrivani, camerlenghi e massai, figure chiave che gestivano il delicato compito del cambio delle valute, un’attività fondamentale per il commercio internazionale che fioriva a Livorno.
Il percorso di visita tra arte e volumi rari
Il percorso di visita guidato condurrà i partecipanti attraverso il loggiato storico, l’atrio e la galleria dei Presidenti, offrendo uno sguardo privilegiato sulle figure che hanno guidato l’istituzione nel corso dei secoli. Il tour proseguirà poi nelle sale istituzionali al secondo piano, veri e propri scrigni d’arte.
Questi ambienti sono impreziositi da una ricca collezione di dipinti, opere di maestri livornesi e toscani di grande calibro, tra cui Renato Natali, Ulvi Liegi, Vittorio Matteo Corcos e Raffaello Gambogi. Inoltre, di particolare interesse sono i preziosi volumi storici esposti, che includono una rara edizione livornese dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert e il celebre Gazzettiere Americano, testimonianze di un passato culturale e intellettuale di grande spessore.
Articolo di Azzurra Vanni