L'edificio storico di Viale Italia tra le aperture speciali del Fondo Ambiente Italiano, incantando i visitatori.
L’evento nazionale, organizzato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), è la più grande iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Anche la provincia di Livorno ha partecipato attivamente, proponendo due aperture di particolare interesse storico e architettonico, di cui Palazzo Zalum è stato uno dei protagonisti indiscussi.
Il Fascino di Palazzo Zalum sul Viale Italia
Situato al civico 175 di Viale Italia, il Palazzo Zalum rappresenta un’autentica gemma dell’architettura livornese d’inizio Novecento. Fu commissionato nel 1909 dalla famiglia Zalum, di origini siriane e con importanti attività commerciali a Livorno nel settore di legnami, lana e granaglie, e progettato dall’ingegnere Alberto Adriano Padova.

Definito “una delle più sontuose costruzioni residenziali della Livorno d’inizio Novecento”, l’edificio si distingue per la sua imponente facciata principale. Questa è caratterizzata da quattro eleganti colonne in ordine corinzio, che poggiano su un basamento a bugnato liscio, e da tre suggestive conchiglie poste sopra altrettante aperture che si affacciano direttamente sul mare.

Un Viaggio tra Arte e Storia
Durante le visite guidate organizzate dal FAI, i partecipanti hanno avuto la possibilità di immergersi nella grandezza degli interni del palazzo. In particolare, è stato possibile ammirare il salone principale a doppio volume, uno spazio che cattura immediatamente l’attenzione per la sua ampiezza e luminosità.
Al contempo, lo scalone monumentale ha offerto un percorso suggestivo, arricchito dalle preziose decorazioni pittoriche realizzate da Primo Panciroli, che testimoniano il gusto e lo sfarzo dell’epoca. Un momento clou della visita è stata la possibilità, concessa in via eccezionale, di accedere al balconcino principale. Da qui, i visitatori hanno potuto godere di una vista privilegiata e mozzafiato sul Viale Italia e sul lungomare livornese, un’esperienza che ha reso la visita ancora più memorabile.
Articolo di Azzurra Vanni