BASKET basket

“1,2,3, MUCHAS GRACIAS” presentato a ‘Casa Libertas’ 

un momento della presentazione (foto by Paolo Cavaleri)

Il Baskin come esempio d’unione fra scuola, sport e associazioni

Aprirsi al nuovo non è mai facile, nei progetti, nelle scelte, nei percorsi da scavare, soprattutto oggi, è difficile arrivare a far capire agli altri del perché si opta per una linea.

Il futuro è incerto ma è naturale propensione dell’uomo coordinarsi in sinergia per abbattere storiche barriere che ritrattano le regole a beneficio di chi non credeva fosse possibile un’altra visione, cosicché possano aprirsi spiragli di un mondo più vero. 

Durante la conferenza stampa, tenutasi il 10 settembre dalle ore 18:00, presso ‘Casa Libertas’ in Via Mayer 44, è stato presentato il libro “1,2,3, MUCHAS GRACIAS” scritto da Roberto Consigli, Rossella Lessi e Marina Sumberaz.

Opera pubblicata da ‘Editrice Il Quadrifoglio’ che sarà presentata nel mese di ottobre alla libreria Feltrinelli di Livorno, rappresenta l’inizio di un ampio respiro dove scuola, associazioni di categoria e sportivi, collaborano insieme per il concetto del Baskin – termine derivato dal concetto di Basket inclusivo – in cui persone con disabilità e non giocano insieme.

Il titolo riprende l’esatta dicitura che i giocatori del Baskin Livorno dicono prima di entrare in campo.

Il Baskin è una disciplina nuova che ha poco più di vent’anni, nata dall’idea di un insegnante nel cremonese, Fausto Cappellini, che assieme a genitori e mondo dell’istruzione ha sensibilizzato il tessuto civile all’utilità sociale, educativa di riscoperta dei valori umani dello sport.

Livorno con la squadra della Libertas e il Liceo Cecioni con i suoi insegnanti e il dirigente scolastico, hanno supportato l’attuazione del Baskin in città e nel territorio toscano.

Oggi nel territorio regionale vi sono diciannove squadre, mentre in Italia si arriva a novemila tesserati, censiti grazie alla sovraintendenza dell’EISI – Ente Italiano Sport Inclusivi.

Il video:

L’incontro in questione, che ha visto presenti gli autori, moderati da Gianfranco Morelli, Vice Presidente di  “Fondazione Libertas Livorno – 1947”, è stata la prova di come una volontà di comunicazione e attuazione dei valori umani, abbia portato a contatto il mondo dello sport con la realtà educativa della scuola, in cui si sono riunite anche le associazioni di categoria, con la partecipazione e le testimonianze dei giovani giocatori della squadra ‘Libertas Livorno’.

Il libro, espressione di questa volontà civile è solo il primo monito di voler cambiare le cose nel mondo dello sport con inclusione e umanizzazione dell’indifferenza, affinché quest’ultima venga definitivamente abbattuta: uno degli obiettivi è quello di raccogliere fondi con la vendita del volume per avvicinarsi all’idea di poter acquistare un bus per portare i ragazzi a giocare fuori sede.

Nel testo si propongono prove tangibili della buona riuscita di queste intenzioni e del multipolare interesse della questione da più mondi, si pensi per esempio all’inserimento di alcune slide di una tesina di una associata, o ai disegni di un ragazzo che ha voluto raffigurare ognuno dei giocatori in azione.

Sport ed educazione sono spesso andati a braccetto ma in un’ottica di inclusione anche ai disabili, si giocheranno le partite più importanti, dove in una cruda realtà contemporanea, si sceglie resistenza e inclusione per il prossimo: le partite dove il cuore, lo sport e la creazione dell’identità comune di appartenenza, conteranno più di quanto non si credesse, perché da soli si può anche procedere, ma insieme si vince per tutti … nessuno escluso.

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