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Estate a Villa Trossi, in scena “L’Ispettore generale” di Gogol’

La nota commedia satirica dello scrittore e drammaturgo russo è stata adattata per valorizzarne i messaggi principali e renderla più accessibile e godibile per tutti

“Panico a Palazzo arriva l’ispettore!”. Il Piccolo Teatro Città di Livorno torna in scena sotto le stelle del cielo ardenzino con “L’ispettore generale” di Nikolaj Gogol’, capolavoro della satira ottocentesca e ritratto corrosivo della burocrazia zarista e di tutte le burocrazie di ogni tempo e luogo.

L’appuntamento è per sabato 22 agosto, ore 21.30 a Villa Trossi Uberti, dove prosegue incessante la dodicesima edizione di Estate a Villa Trossi, festival promosso dalla Fondazione d’Arte Trossi-Uberti e ideato dall’Associazione Pietro Napoli

La commedia, scritta nel 1836, mette a nudo mediocrità, paura e corruzione attraverso un meccanismo teatrale perfetto: un clamoroso equivoco che travolge l’intera amministrazione di una cittadina di provincia, convinta che un giovane impiegato squattrinato sia il temuto ispettore inviato da Pietroburgo.

Da quel momento, menzogne, bustarelle e goffi tentativi di salvarsi si susseguono fino alla celebre “scena muta”, quando la verità irrompe e pietrifica tutti i personaggi.

«La nostra associazione si è prefissata di portare al pubblico opere ormai divenute classici, proponendone adattamenti che ne semplifichino la trama e ne valorizzino i punti essenziali, così da renderle più accessibili e godibili», spiega il regista e socio del Piccolo, Maurizio Paolo Formichini Gori.

Il regista ricorda come questo approccio sia già stato adottato con altri grandi testi del teatro europeo, tra cui Le allegre coari di Windsor di William Shakespeare e Così è (se vi pare) di Pirandello:

«In Pirandello, ad esempio, ci ha sempre colpito la tensione narrativa e la ricerca della verità, tema che attraversa l’intera opera e che rivela quanto ogni individuo costruisca la propria realtà in modo soggettivo».

Una sensibilità che, pur nella diversità dei contesti, ritorna anche nell’interpretazione del capolavoro di Gogol’, dove la verità è continuamente distorta dalla paura, dall’interesse e dall’autoinganno, e dove la comicità diventa specchio impietoso delle fragilità umane.

Formichini precisa che lo spettacolo nasce nell’ambito del programma di formazione Il Personaggio nell’Attore, promosso dalla Scuola di formazione teatrale dell’associazione:

«Il saggio conclusivo, ben riuscito, ha convinto il gruppo – guidato dall’ingegner Leonardo Barinci – a trasformare questo adattamento in uno spettacolo vero e proprio, ampliandone alcune parti e consolidandone la struttura».

Il lavoro, arricchito da un’impostazione scenica essenziale ma dinamica, punta a restituire l’energia corrosiva del testo gogoliano e la sua sorprendente attualità, offrendo al pubblico un’esperienza vivace, ironica e profondamente teatrale.

Il cast

Nel cast, composto interamente da soci del Piccolo Teatro Città di Livorno, molti dei quali diplomati della Scuola, figurano: Chiara Pantani, Michele Bernardini, Federico Del Nista, Nara Biagiotti, Andrea Gelli, Caterina Soggiu, Cristina Pini, Andrea Barghigiani, Giuliana Vivo, Patrizia Cioni, Piergiorgio Lenoci, Vincenzo Di Silvestro.

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