Vada Photo Festival 2026: la nostalgia in sei mostre e incontri d’autore

Dal 20 agosto al 20 settembre, il borgo si trasforma in un itinerario fotografico diffuso.

Immagine di una mostra fotografica al Vada Photo Festival 2026, con persone che osservano le opere.
Un momento di visita a una delle mostre del Vada Photo Festival, dedicato al tema della nostalgia.

Il Vada Photo Festival si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti culturali più significativi dedicati alla fotografia contemporanea. Per l’edizione 2026, il focus è sulla nostalgia, intesa non solo come rimpianto del passato, ma come forza capace di custodire esperienze, creare nuove connessioni e aprire orizzonti futuri attraverso il potente linguaggio della fotografia. In particolare, il festival invita a una riflessione profonda sul rapporto tra memoria, identità e futuro.

Un viaggio tra memoria e affetti

Le sei esposizioni, dislocate in luoghi simbolo di Vada e del territorio, offrono altrettanti sguardi e interpretazioni del tema. In Piazza Garibaldi, ad esempio, sarà allestita “Leaving and Waving” di Deanna Dikeman. La fotografa americana ha immortalato per oltre trent’anni i saluti dei genitori, trasformando un gesto quotidiano in una profonda riflessione sul tempo, gli affetti e le inevitabili trasformazioni della vita.

Sempre in Piazza Garibaldi, sul lato Rosignano, si potrà ammirare “Torneranno le lucciole?” di Chiara Innocenti. Questo progetto indaga la dispersione della memoria collettiva e sottolinea l’importanza della trasmissione intergenerazionale del sapere. L’autrice, infatti, restituisce agli anziani il ruolo di custodi di un prezioso patrimonio immateriale fatto di racconti e conoscenze.

Dagli anni ’80 ai ritratti del futuro

La Biblioteca Le Creste ospiterà una selezione di opere del Premio Umane Tracce, dedicato a progetti che esplorano le relazioni umane e i mutamenti sociali. Nel dettaglio, nel giardino all’angolo tra via di Marina e via Lungomare, il collettivo Photoholic presenterà “Into the Groove”, un vivace e ironico viaggio fotografico negli anni ’80, ricco di colori e creatività.

Al contempo, il Giardino della Torre del Faro sarà la cornice di “Ritratti dal futuro” del collettivo Terraproject, realizzato in collaborazione con gli alunni della scuola Novaro. Infine, ancora in Piazza Garibaldi, Antonella Monzoni esporrà “Archeologi da Ri’òvero”, un progetto che intreccia fotografia, archeologia, memoria e senso di comunità, offrendo una prospettiva unica.

Incontri con gli autori: Antonella Monzoni apre il festival

La giornata inaugurale del festival, giovedì 20 agosto 2026, vedrà anche incontri con gli autori. Alle ore 19, in Piazza Garibaldi, Antonella Monzoni presenterà il suo progetto “Archeologi da Ri’òvero”. Questa iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo e la RSA Bastia Passaponti di Livorno, durante gli scavi archeologici di Vada.

L’incontro, che vedrà la partecipazione della direttrice del Museo Carolina Megale e sarà coordinato dalla giornalista Anna Cecchini, dimostra come l’archeologia possa diventare un ponte tra generazioni. Di conseguenza, valorizza il dialogo tra memoria individuale e collettiva. Tutte le mostre saranno visitabili fino al 20 settembre, offrendo un mese intero per esplorare l’intero percorso fotografico.

Il Vada Photo Festival è organizzato dalla Pro Loco di Vada, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Rosignano Marittimo. L’evento gode anche del patrocinio della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e del contributo dei main sponsor Conad e Solvay, a testimonianza di un ampio supporto.

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