LAVORO ASA

Caldo e sicurezza sul lavoro: lo sciopero dei lavoratori ASA e di altre realtà

USB denuncia linee guida fantasma: dopo la mobilitazione del 31 luglio arrivano i primi provvedimenti aziendali

Livorno, 7 agosto 2026 – I lavoratori del Gruppo ASA, supportati da USB, hanno scioperato il 31 luglio per denunciare condizioni di lavoro insostenibili, come turni inadeguati durante le ondate di calore e l’obbligo di indossare DPI invernali con temperature elevate. La mobilitazione ha ottenuto le prime parziali risposte dall’azienda, ma il sindacato ribadisce che la lotta per la sicurezza reale proseguirà, confermando l’illegittimità di sanzioni per i partecipanti. 

LA NOTA UFFICIALE

I lavoratori hanno fatto sciopero per tutelare la salute e perché vogliono che la Sicurezza non si faccia solamente sulle carta, vengono scritte le linee guide ma non vengono applicate dall’ azienda stessa:

  • I turni di lavoro non sono mai stati fatti per lavorare nelle ore più fresche;
  • Il blocco delle lavorazioni nelle ore più calde dalle 12.30 alle 16.00 non è mai stato fatto  come se tutte le lavorazioni fossero urgenti;
  • Si parla di turn over per i lavori ma da documenti è facile dimostrare che il numero degli operativi non è sufficiente neanche per coprire i turni di reperibilità come da CCNL, e questo USB lo sta dicendo da anni. Ora con l’emergenza caldo non è più sostenibile.

Ci dicono che la soluzione è quella di ripararsi all’ ombra o di rifugiarsi nei mezzi con l’ aria condizionata, assurdo.

Ci fanno poi mettere una divisa/DPI e quindi siamo obbligati a metterli essendo dispositivi di protezione, non idonei alla stagione estiva. Ad esempio i pantaloni sono invernali, si devono indossare sia con 0 gradi che con 40 gradi.

Sicuramente chi ha scritto queste linee guida lo ha fatto in un Ufficio con l’ aria condizionata.

La richiesta di un tavolo e la manifestazione del 31 luglio

Ecco il motivo per cui USB aveva chiesto un tavolo con l’ azienda: per analizzare le vere soluzioni da mettere subito in pratica, ed eventualmente valutare se sospendere lo sciopero. Questo ci è stato negato dicendo che queste erano le loro linee guida, senza dichiarare altro.

Per questo i lavoratori di ASA, del Giunti e delegazioni di altre realtà lavorative (assieme a chi ha lavorato in passato in ASA), erano a manifestare il 31 luglio. Il tutto è nato da un’urgenza, e non si poteva aspettare il morto o l’ infortunio come dice la commissione di garanzia.

I provvedimenti a seguito dello sciopero

Se adesso l’azienda ha iniziato a distribuire alcuni capi più leggeri, ha acquistato altri gazebi, ha iniziato a organizzare delle lavorazioni nelle ore più fresche o ha sospeso alcuni provvedimenti che aumentavano il carico di lavoro ad alcuni lavoratori, significa che le motivazioni per lo sciopero erano e sono reali. Ora siamo solo all’ inizio e se questo percorso non continua USB e i lavoratori di tutto il gruppo ASA saranno pronti a tornare in piazza.

Basta rischi per la salute

Per i lavoratori e per USB questo sciopero è legittimo, così come è sacrosanto il diritto allo sciopero. A chi ha (volutamente) divulgato e comunicato notizie infondate e inventate per creare tensioni all’interno dell’azienda e paura tra i lavoratori devo dire che l’azienda e l’Amministrazione comunale hanno comunicato e confermato quello che ha sempre detto USB:

Non ci sarà nessuna lettera e nessun provvedimento per chi ha aderito allo sciopero del 31 luglio. Così come avvenne per tutti i lavoratori che aderirono allo sciopero del 3 ottobre, dichiarato illegittimo dalla stessa commissione di garanzia.

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