Il Consiglio comunale ha esaminato il Piano economico finanziario del servizio rifiuti e l’articolazione della tassa. Per le famiglie l’incremento medio viene stimato in circa un euro al mese

Livorno, 31 Luglio 2026- Via libera alle tariffe Tari 2026. Nella seduta di oggi, giovedì 30 luglio, il Consiglio comunale di Livorno ha affrontato l’approvazione del nuovo regolamento della tassa sui rifiuti e la presa d’atto del Piano economico finanziario del servizio, con la relativa articolazione delle tariffe per l’anno in corso. I due provvedimenti erano inseriti rispettivamente al quinto e al sesto punto dell’ordine del giorno.
Per le utenze domestiche è previsto un aumento medio del 4%, che secondo le stime fornite dall’Amministrazione corrisponde mediamente a circa un euro in più al mese per utenza. L’effetto effettivo sulla bolletta potrà comunque cambiare in base alla superficie dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo familiare.
Non è un secondo aumento deciso oggi
È necessario chiarire un punto: quello approvato oggi non sarebbe un ulteriore rincaro da sommare al 4% già annunciato nelle scorse settimane.
L’Amministrazione comunale aveva infatti precisato che l’incremento era stato previsto con il bilancio approvato nel dicembre 2025. La seduta odierna è servita a portare in Consiglio il Piano economico finanziario 2026, il regolamento e l’articolazione concreta delle tariffe.
La tariffa media indicata dal Comune si attesterebbe intorno ai 386 euro, con differenze tra le singole utenze dovute alle caratteristiche degli immobili e delle famiglie.
Il costo del servizio rifiuti
Secondo quanto emerso nelle settimane precedenti, il costo del servizio gestito da Aamps sarebbe cresciuto del 22% negli ultimi quattro anni. L’Amministrazione sostiene di aver contenuto l’impatto sulle bollette utilizzando circa 10 milioni di euro del bilancio comunale.
Il Comune ha inoltre dichiarato di non aver scaricato sulle utenze regolari il costo integrale della morosità e dell’evasione Tari, pur essendo possibile farlo secondo il sistema regolatorio nazionale.
Quanto peserà sulle famiglie
Il 4% rappresenta un valore medio. Ciò significa che non tutte le famiglie vedranno lo stesso aumento in termini assoluti.
Per alcune utenze il rincaro potrà rimanere inferiore a un euro mensile, mentre per altre potrà essere maggiore. A incidere saranno soprattutto:
- i metri quadrati dell’abitazione;
- il numero dei componenti della famiglia;
- la categoria dell’utenza;
- le eventuali riduzioni e agevolazioni applicabili.
Il dato definitivo sarà quindi visibile nei singoli avvisi di pagamento.
Le critiche sull’aumento
L’aumento della tassa sui rifiuti aveva già provocato polemiche politiche e proteste sui social. L’Amministrazione ha difeso la scelta sostenendo che il rincaro sia necessario per coprire la crescita dei costi del personale e dei servizi di igiene urbana, mantenendo allo stesso tempo gli investimenti programmati.
Tra le voci che incidono sul sistema figura anche l’abbandono dei rifiuti: secondo l’assessora all’Ambiente Giovanna Cepparello, nel solo 2025 questo fenomeno avrebbe prodotto un costo di circa 1,5 milioni di euro per la collettività.
Resta il dato politico: dopo anni di sostanziale blocco delle tariffe, i cittadini livornesi dovranno affrontare una nuova crescita della Tari, seppure descritta dal Comune come contenuta rispetto all’aumento complessivo dei costi del servizio.

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