Con l’emendamento al Decreto-Legge Sport chiudono gli impianti con sistemi di aspirazione non a norma. Il direttore generale Federico Pieragnoli: «Incondizionato sì alla sicurezza, ma adeguare le strutture in pochi giorni a stagione in corso è impossibile».

LIVORNO, 27 Luglio 2026 – Rafforzare la sicurezza negli impianti natatori per prevenire tragici incidenti e tutelare le famiglie è una priorità fondamentale e indiscutibile. Tuttavia, le nuove disposizioni legislative devono essere concretamente applicabili sul campo, evitando di trasformarsi in un cortocircuito burocratico e operativo per le imprese turistico-ricettive. È questo l’allarme lanciato da Confcommercio Livorno all’indomani dell’approvazione all’unanimità, da parte della Camera dei Deputati, di un emendamento al Decreto-Legge Sport.
La misura introduce nuovi e restrittivi obblighi di sicurezza per i sistemi di aspirazione delle piscine pubbliche e private destinate a un uso pubblico, prevedendo la chiusura immediata degli impianti non conformi fino all’avvenuto adeguamento tecnico. Con l’obiettivo governativo di rendere il provvedimento operativo già dal 1° agosto 2026, le strutture ricettive, gli stabilimenti e gli impianti del litorale si trovano ad affrontare un’emergenza tempistiche nel pieno della stagione estiva.
Adeguamenti complessi e tempi d’agosto: il rischio di paralisi per il settore
Per gran parte delle strutture turistiche e ricreative, la scadenza del 1° agosto concederebbe ai gestori un margine di pochissimi giorni per mettersi in regola. Un arco temporale ritenuto del tutto insufficiente dalle categorie economiche per verificare le strutture, reperire i componenti omologati, incaricare le ditte specializzate ed eseguire i collaudi.
Federico Pieragnoli (Direttore Generale Confcommercio Livorno): «La sicurezza viene prima di tutto e nessuno mette in discussione la necessità di prevenire incidenti gravissimi come quelli che hanno colpito il Paese. Tuttavia, se davvero le nuove disposizioni dovessero diventare operative dal 1° agosto, i gestori avrebbero a disposizione pochissimi giorni per verificare la conformità degli impianti, reperire i componenti necessari, affidare i lavori a ditte specializzate ed eseguire gli interventi. Per molte strutture questi tempi non sono materialmente sufficienti».
«Non si tratta di un semplice bocchettone»: l’appello verso il Senato
L’associazione di categoria sottolinea come gli interventi sui sistemi di aspirazione e sulle bocchette di ricircolo non rappresentino semplici operazioni di routine, ma interventi tecnici complessi che richiedono perizie approfondite sull’intero circuito idraulico dell’impianto.
Confcommercio guarda ora al completamento dell’iter parlamentare al Senato, auspicando chiarimenti tecnici ufficiali e un margine temporale ragionevole per l’adeguamento:
- Verifiche strutturali: I controlli sulle pompe e sui condotti di aspirazione richiedono competenze ingegneristiche specializzate e collaudi mirati.
- Reperibilità dei materiali: In pieno periodo estivo, l’approvvigionamento della componentistica rischia di subire gravi rallentamenti nelle consegne.
- Continuità aziendale: L’associazione si dice pronta ad affiancare i titolari per garantire sia il rispetto delle norme sia la prosecuzione dell’attività per centinaia di piscine aperte al pubblico.
«Temo che in diversi casi non si tratti semplicemente di sostituire un bocchettone – conclude Pieragnoli –. Occorrerà verificare l’intero sistema con operazioni che richiedono competenze e tempi difficilmente compatibili con un’entrata in vigore così ravvicinata. Attendiamo che il provvedimento completi il proprio iter al Senato. Come associazione faremo sicuramente la nostra parte per aiutare i titolari a rispettare gli obblighi, assicurando se possibile la continuità dell’attività».

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