Orti urbani di via Goito, la proposta di Legambiente: «Spostare i diritti edificatori altrove per salvare il verde»

Il Circolo “Luciano de Majo” interviene nel dibattito invocando il dialogo tra le parti. La proposta al Comune: applicare la perequazione urbanistica per trasferire la quota edificabile del 20% e trasformare l’intera area in un’infrastruttura ecologica partecipata.

LIVORNO, 24 Luglio 2026 – Abbassare i toni della contrapposizione, ricostruire la storia urbanistica del comparto e percorrere strade tecniche innovative per tutelare integralmente uno dei polmoni verdi della città. Il Circolo Legambiente Livorno “Luciano de Majo” interviene con una presa di posizione ufficiale sulla dibattuta vicenda degli orti urbani di via Goito, guardando con preoccupazione alla crescente polarizzazione tra i soggetti coinvolti e proponendo una soluzione concreta per uscire dallo stallo.

La ricostruzione: «Gli indici risalgono agli anni ’90, ridotti dalle ultime giunte»

Per comprendere l’attuale assetto di via Goito, Legambiente sottolinea l’importanza di ricostruire correttamente la cronologia degli atti urbanistici. La possibilità di edificare sull’area non nasce infatti da decisioni amministrative recenti, ma dagli strumenti urbanistici approvati alla fine degli anni Novanta, che attribuirono a quei terreni precisi indici costruttivi.

Un quadro che, fa notare l’associazione ecologista, è stato progressivamente ridimensionato sia dall’amministrazione guidata da Filippo Nogarin sia da quella successiva di Luca Salvetti:

  • Taglio delle volumetrie: La disciplina urbanistica è stata modificata riducendo in modo significativo la quota edificabile originaria.
  • L’assetto attuale: Oggi l’80% dell’area è vincolato a verde pubblico, mentre la superficie destinata all’edificazione è stata limitata al restante 20%.

La via d’uscita: perequazione e compensazione urbanistica

Per salvaguardare anche quel residuo 20% ed evitare qualsiasi impatto cementificatorio su via Goito, Legambiente suggerisce al Comune di Livorno di percorrere una strada prevista sia dalla normativa regionale toscana che dal Piano Operativo comunale: la perequazione e compensazione urbanistica.

La proposta di Legambiente: «Verificare la praticabilità degli strumenti di perequazione e compensazione urbanistica al fine di valutare una eventuale rilocalizzazione dei diritti edificatori in un’altra area di trasformazione. Si tratta di una soluzione tecnicamente complessa, ma prevista dall’ordinamento, che consentirebbe di preservare integralmente il valore ambientale di via Goito».

Verso un’infrastruttura ecologica urbana e partecipata

Qualora i diritti edificatori venissero trasferiti altrove, si aprirebbe l’opportunità di ripensare da zero l’intero spazio di via Goito. Non semplicemente come area verde generica, ma come una vera e propria infrastruttura ecologica urbana capace di svolgere funzioni ambientali cruciali per la Livorno del futuro:

  • Mitigazione climatica: Abbattimento delle isole di calore urbane e adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Gestione idrica: Ottimizzazione del drenaggio e della gestione sostenibile delle acque meteoriche.
  • Tutela della biodiversità: Conservazione e sviluppo delle specie vegetali e animali in ambito urbano.

Un percorso che, secondo il Circolo “de Majo”, dovrà nascere attraverso un processo partecipato aperto, capace di coinvolgere attivamente residenti, comitati di quartiere, associazioni, tecnici ed enti locali in una visione condivisa di rigenerazione ambientale.

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