Luoghi, memoria e la lezione di Charlotte Delbo: ai Bagni Paolieri cala il sipario su “Senza Pretese – Balneare 2026”

Lunedì 27 luglio alle 18:30 l’ultimo appuntamento della rassegna ideata da Michele Cecchini. La docente e traduttrice Federica Quirici approfondisce la geografia del ricordo, la deportazione ad Auschwitz e l’impegno civile nell’opera della partigiana e drammaturga francese.

QUERCIANELLA (Livorno), 24 Luglio 2026 – Un percorso in nove tappe per riscoprire ciò che ci circonda, trasformando gli ambienti da semplici fondali a veri e propri protagonisti della narrazione. Giunge al suo epilogo “SENZA PRETESE – Balneare 2026”, la rassegna culturale ideata e organizzata da Michele Cecchini negli spazi dei Bagni Paolieri di Quercianella.

L’ultimo appuntamento della stagione è fissato per lunedì 27 luglio 2026, alle ore 18:30, con un incontro dal forte valore storico e civile intitolato “LUOGHI E NON LUOGHI – Geografia della memoria nell’opera di Charlotte Delbo”, curato dalla docente di lettere e traduttrice Federica Quirici.

Charlotte Delbo: dalla Resistenza ad Auschwitz, tra scrittura e testimonianza

L’evento condurrà il pubblico nell’universo letterario e nella potente testimonianza umana di Charlotte Delbo (1913-1985), figura centrale della cultura europea del Novecento: militante comunista, partigiana francese e sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Entrata nella Resistenza nel 1942, nel gennaio del 1943 la Delbo venne arrestata e deportata insieme ad altre 229 detenute politiche francesi. Dopo la liberazione e un lungo periodo di lavoro per l’Onu, negli anni Sessanta riprese la sua attività pubblicando le opere concepite subito dopo la fine del conflitto. Il suo impegno politico non si è mai spento, estendendosi oltre la memoria dell’Olocausto per denunciare gli orrori della guerra d’Algeria, delle dittature franchista e argentina e la battaglia delle madri di Plaza de Mayo.

Dal “non luogo” della deportazione alla geografia del ricordo

Al centro dell’intervento di Federica Quirici vi sarà una riflessione profonda sul concetto di spazio e memoria: la trasformazione del “non luogo” concentrazionario della deportazione in un “luogo” di rappresentazione del trauma, capace di ridefinire la geografia della testimonianza attraverso il corpo e la parola.

Federica Quirici ha curato e tradotto per la prima volta in Italia le opere teatrali della drammaturga francese. Attraverso il lavoro sulle tessere drammatiche di “Chi porterà queste parole?” (pubblicato nel 2025) e del recente “E tu, come hai fatto?” (2026), la curatrice restituisce al pubblico la precisione chirurgica e il lirismo universale di una mappa della memoria imprescindibile.

Il senso della rassegna: L’appuntamento, a ingresso libero ed aperto a tutti, chiude un ciclo di incontri molto apprezzati dal pubblico, nati con l’intento di indagare i luoghi carichi di senso e ridare centralità alla percezione dello spazio che viviamo e abitiamo ogni giorno.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.