Taglio del nastro per la nuova infrastruttura sul Fosso di Viale Caprera dopo un investimento da 1,8 milioni di euro. Lavori complessi tra imprevisti geologici, 14 sottoservizi e il recupero delle spallette storiche. Salvetti: «Restituita la prospettiva originale dalla Fortezza a piazza del Luogo Pio».
LIVORNO, 22 Luglio 2026 – Si conclude ufficialmente una delle opere di rigenerazione infrastrutturale e monumentale più complesse ed emblematiche del centro storico labronico. Nella mattinata di ieri, martedì 21 luglio 2026, si è tenuto il solenne taglio del nastro con scoprimento della targa per il nuovo Ponte dei Trinitari, la struttura che scavalca il Fosso di Viale Caprera ricongiungendo le sponde del suggestivo quartiere Venezia.
L’infrastruttura, frutto di un progetto originariamente approvato nel 2010 e i cui cantieri sono scattati nel 2022, è stata portata a compimento con un investimento totale di 1.831.800 euro, restituendo alla città un’opera capace di coniugare altissimi standard di sicurezza strutturale con la continuità architettonica del patrimonio mediceo.
Il tributo ai Padri Trinitari: un legame lungo quattro secoli
La denominazione ufficiale “Ponte dei Trinitari” rappresenta un omaggio profondo alla storia livornese. La targa fa riferimento ai membri dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi, presenti in città fin dalla metà del Seicento per riscattare i cristiani catturati dai pirati barbareschi.
Oggi i Padri Trinitari gestiscono il centro d’accoglienza “Terraferma” per rifugiati e richiedenti asilo in via Sant’Anna, mentre la storica Chiesa di San Ferdinando (detta la Crocetta), situata nella vicina piazza del Luogo Pio, è da sempre conosciuta come la chiesa dei Padri Trinitari. Alla cerimonia d’inaugurazione era presente anche il parroco della struttura, Padre Emilio Kolaczyk, insieme a rappresentanti del Vescovado, del Comune e della Commissione Toponomastica.
Imprevisti e sfide tecniche: 14 sottoservizi e il ritrovamento delle spallette
L’iter di realizzazione del ponte ha dovuto superare numerose criticità tecniche che ne hanno allungato i tempi di consegna:
- L’imprevisto geologico: Durante le fasi di scavo si è verificata una complessa risalita d’acqua dal fondo che ha imposto la riprogettazione dello schema statico delle palificate di sostegno.
- La sorpresa archeologica: Gli scavi hanno riportato alla luce parti delle originali spallette storiche, richiedendo il tempestivo intervento della Soprintendenza per garantirne il recupero e l’integrazione filologica.
- I cavi strategici: Sotto il piano stradale è stata gestita la presenza di 14 sottoservizi strategici (reti elettriche, idriche e di comunicazione essenziali per la città e il porto), spostati provvisoriamente e poi rialloggiati all’interno dei marciapiedi sopra l’impalcato.
I lavori strutturali sono stati eseguiti dalla ditta Intersonda (di proprietà del geom. Paolo Guidi, con direzione tecnica dell’ing. Tommaso Fontana), mentre la parte di restauro e ricostruzione architettonica è stata curata dalla ditta Panza. La direzione lavori è stata affidata all’ing. Enrico Signorini (Ufficio Ingegneria Strutturale del Comune) e all’arch. Luca Barsotti per le opere di rivestimento.
Travertino nuvolato spazzolato a mano: l’eccellenza artigianale
Il progetto del ponte non ha cercato di “imitare” pedissequamente l’antico, ma ne ha rebrandizzato il linguaggio attraverso tecniche costruttive contemporanee.
Elemento di punta dell’opera è la realizzazione delle fasce decorative in travertino nuvolato spazzolato. Ogni singolo blocco di pietra è stato modellato e spazzolato interamente a mano dagli artigiani, evitando finiture industriali standardizzate. Questa scelta, condivisa con la Soprintendenza, permette alla superficie di far “vibrare” la luce naturale in modo identico ai manufatti storici. Come accade per i vecchi ponti della Venezia, l’azione del tempo e degli agenti atmosferici completerà l’opera regalandole una naturale maturazione cromatica.
Le voci delle istituzioni: Salvetti, Mirabelli e Barsotti
All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Luca Salvetti, l’assessore ai Lavori Pubblici Federico Mirabelli e il RUP e dirigente comunale Luca Barsotti.
Luca Salvetti (Sindaco di Livorno): «Il ritardo sui tempi previsti nel 2024 è stato causato dal ritrovamento di un “mondo incredibile” di sottoservizi e complicanze nel sottosuolo che hanno richiesto soluzioni complesse. Il nuovo ponte restituisce la splendida prospettiva storica che si godeva dalla Fortezza verso la piazza, integrandosi perfettamente con il look di piazza del Luogo Pio. Il prossimo passo sarà l’installazione di due passerelle pedonali per completare la mobilità a piedi dell’area».
Federico Mirabelli (Assessore ai Lavori Pubblici): «Con questo lavoro abbiamo compreso l’importanza fondamentale della collaborazione tra pubblico e privato. Il ponte rappresenta un ponte ideale tra antico e moderno nel cuore della Venezia, diventando uno snodo strategico per i turisti che dal porto raggiungono il centro».
Luca Barsotti (RUP e Dirigente Comune di Livorno): «Siamo estremamente soddisfatti del risultato finale. Abbiamo garantito il rispetto dei principi di conservazione storico-architettonica pur dovendo fare i conti con vincoli fisici e geometrici rigidi per raccordare le quote stradali, mantenendo marciapiedi e stalli di sosta e ripristinando la luce originale del ponte».
La scheda tecnica del Ponte dei Trinitari in sintesi
| Dettaglio dell’Opera | Informazioni Tecniche e Amministrative |
| Ubicazione | Fosso di Viale Caprera (Quartiere Venezia, Livorno) |
| Costo Complessivo | € 1.831.800,00 |
| Apertura Cantieri / Fine Lavori | Anno 2022 – Inaugurazione 21 Luglio 2026 |
| Imprese Esecutrici | Intersonda (strutture) & Panza (restauri e ricostruzione) |
| Materiali di Pregio | Travertino nuvolato spazzolato a mano |
| Sottoservizi Gestiti | 14 condotte strategiche riposizionate nei marciapiedi |