Il sindaco ricostruisce la storia urbanistica dell’area e replica alle polemiche: «Ridotti i metri quadrati edificabili. Comprare il terreno con denaro pubblico sarebbe stato incomprensibile»

Livorno, 17 Luglio 2026 – Una conferenza stampa convocata con pochissimo preavviso per rispondere alle accuse circolate sui social sulla vendita dei terreni degli orti urbani.
Il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha definito alcune delle affermazioni pubblicate nelle ultime ore «gravissime e calunniose», annunciando di aver chiesto che fossero raccolti gli screenshot e messi a disposizione dei propri legali.
Al centro della polemica ci sono i rapporti tra l’amministrazione comunale e il costruttore che ha acquistato l’area, oltre alle scelte urbanistiche compiute negli anni sui terreni.
Salvetti: «Non accetterò mai di essere definito disonesto»
Durante l’incontro, il sindaco ha richiamato alcune accuse riguardanti presunti accordi con il privato, rassicurazioni sulla futura costruzione di quattro palazzi e una gestione poco trasparente del settore edilizia del Comune.
Salvetti ha respinto con fermezza queste ricostruzioni.
«A Luca Salvetti potete dire che taglia i nastri, che è presuntuoso o incapace, ma non potete permettervi di dire che il sottoscritto è un disonesto. Non lo accetterò mai», ha dichiarato.
Il sindaco ha spiegato di voler tutelare non soltanto la propria reputazione personale, ma anche «l’onorabilità della città e di chi la rappresenta».
La storia urbanistica degli orti urbani
Per rispondere alle contestazioni, Salvetti ha ricostruito le principali tappe urbanistiche dell’area.
Secondo quanto illustrato dal sindaco, già nel 1999 il Regolamento urbanistico prevedeva una ripartizione dell’area con l’80% destinato a servizi e verde pubblico e il restante 20% edificabile, per una superficie complessiva di circa 6.330 metri quadrati.
Negli anni successivi, l’area sarebbe stata interessata dal fallimento di due cooperative e da numerose tensioni legate agli sgomberi e alla presenza degli ortisti.
La scelta dell’amministrazione Nogarin
Nel 2017, durante l’amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle, la previsione urbanistica dell’80% destinato a verde e del 20% edificabile sarebbe stata confermata.
La superficie edificabile sarebbe stata ridotta a circa 6.213 metri quadrati, attraverso una delibera di Giunta e un successivo passaggio in Consiglio comunale.
In quella fase fu predisposta anche una convenzione con il soggetto privato allora coinvolto, che però, secondo la ricostruzione fornita durante la conferenza, non sarebbe mai stata sottoscritta.
Salvetti: «Abbiamo tagliato circa duemila metri quadrati di cemento»
L’attuale amministrazione sostiene di aver ridotto ulteriormente la capacità edificatoria dell’area, portandola a 4.500 metri quadrati.
Una diminuzione di circa duemila metri quadrati rispetto alle precedenti previsioni, rivendicata dal sindaco come una scelta a tutela del territorio e del verde pubblico.
La Giunta avrebbe inoltre eliminato il sistema della convenzione privata, inserendo la quota edificabile direttamente nella pianificazione urbanistica. Una previsione che, secondo Salvetti, sarà vincolante per qualunque proprietario dell’area.
È stato introdotto anche un limite temporale: il nuovo proprietario avrà cinque anni per edificare, trascorsi i quali la possibilità prevista dagli strumenti urbanistici dovrebbe decadere.
Perché il Comune non ha comprato il terreno?
Durante la conferenza è stato chiesto al sindaco perché il Comune non abbia partecipato all’acquisto dell’area, considerato che il prezzo all’asta era sceso a circa un milione di euro.
Salvetti ha risposto ricordando che si sarebbe trattato di utilizzare denaro pubblico.
Secondo il sindaco, il Comune avrebbe speso circa un milione di euro per acquistare un terreno del quale, sulla base delle previsioni urbanistiche e degli accordi esistenti, avrebbe comunque dovuto ricevere gratuitamente l’80% come area destinata a parco pubblico attrezzato.
Una scelta che, sempre secondo la valutazione espressa da Salvetti, avrebbe potuto esporre l’amministrazione a una contestazione per danno erariale da parte della Corte dei Conti.
Il confronto con cittadini e ortisti
Il sindaco ha ribadito la disponibilità dell’amministrazione a confrontarsi con i cittadini e con il comitato degli orti urbani, anche per spiegare passaggi tecnici e urbanistici particolarmente complessi.
Il nuovo proprietario dovrà ora interfacciarsi con l’Istituto delle vendite giudiziarie e con la Prefettura per la consegna dell’area.
Il Comune, ha assicurato Salvetti, vigilerà affinché ogni passaggio avvenga nel rispetto della legge, delle previsioni urbanistiche e della parte di terreno destinata al verde pubblico.
Resta acceso il confronto politico sulla futura trasformazione dell’area. Ma il sindaco respinge ogni accusa di accordi nascosti e rivendica le scelte della propria amministrazione: riduzione delle superfici edificabili, tutela dell’area pubblica e introduzione di vincoli più stringenti per il nuovo proprietario.

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