CRONACA borgo cappuccini

Tragedia di Borgo Cappuccini: 19 anni per Damaris Kindelan.

La Suprema Corte conferma la sentenza d’appello per la donna accusata di aver gettato il figlio di due anni dal sesto piano nell’Agosto del 2023. Riconosciuto il vizio parziale di mente: sconterà la pena in carcere e tre anni in una Rems.

ROMA / LIVORNO, 16 Luglio 2026 – Si chiude definitivamente, sotto il profilo giudiziario, uno dei casi di cronaca più drammatici e dolorosi che hanno scosso la città di Livorno negli ultimi anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, rendendo definitiva la condanna a 19 anni di reclusione per Damaris Kindelan Ballester, la donna cubana di 41 anni accusata dell’omicidio volontario aggravato del figlioletto di soli due anni e mezzo, Marcus.

Oltre alla pena detentiva, la Suprema Corte ha confermato l’applicazione della misura di sicurezza che prevede tre anni di ricovero in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) una volta espiata la condanna in carcere.

Il rigetto del ricorso e il vizio parziale di mente

I giudici della Cassazione hanno accolto la richiesta formulata dalla Procura Generale, confermando l’impianto accusatorio e la valutazione clinica emersa nei precedenti gradi di giudizio. Alla donna è stato infatti riconosciuto il vizio parziale di mente al momento del delitto.

È stata dunque respinta la linea della difesa, che chiedeva l’annullamento della sentenza d’appello e la celebrazione di un nuovo processo di secondo grado per disporre una nuova perizia psichiatrica sulla quarantunenne.

Ricostruire il dramma: dal falso incidente alla verità

La tragedia si consumò nella notte tra il 16 e il 17 Agosto 2023 in un condominio situato nel quartiere di Borgo Cappuccini, a Livorno.

All’alba del 17 Agosto, il piccolo Marcus fu trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove giunse purtroppo già privo di vita. Inizialmente, la madre provò a sviare le indagini fornendo una versione dei fatti che si rivelò ben presto priva di fondamento: raccontò che il giorno precedente il bambino era caduto accidentalmente da uno scivolo in un parco giochi a Tirrenia (Pisa) e che aveva accusato un malore solo successivamente, una volta rientrati a casa.

A smontare l’alibi della donna furono gli elementi decisivi dell‘autopsia e le telecamere di sorveglianza. L’esame autoptico sul corpo del piccolo evidenziò lesioni gravissime e traumi multipli, del tutto incompatibili con una semplice caduta da un gioco per bambini mentre le riprese permisero agli investigatori di ricostruire minuziosamente i movimenti della madre. I filmati dimostrarono che i due erano entrati nel condominio di Borgo Cappuccini nel pomeriggio del 16 Agosto e che la donna era uscita solo alle 4:30 del mattino successivo, stringendo tra le braccia il corpo del figlio, già morto da oltre 11 ore.

La perizia psichiatrica e il cambio di versione

Durante il processo di primo grado dinanzi alla Corte d’Assise di Livorno, l’imputata modificò la propria versione, sostenendo di aver sporto il piccolo Marcus dalla finestra del sesto piano per fargli prendere un po’ d’aria a causa del caldo, e che il bambino le sarebbe poi scivolato accidentalmente dalle mani.

Tuttavia, la perizia psichiatrica disposta dal tribunale accertò che la donna, di professione parrucchiera, era affetta da un grave disturbo borderline della personalità. Pur non escludendo totalmente la capacità di intendere e di volere, i periti stabilirono che tale capacità fosse grandemente scemata al momento del dramma.

Le tappe del percorso giudiziario

Il verdetto della Cassazione giunge a coronamento di tre gradi di giudizio che hanno progressivamente ridefinito la pena, mantenendo però ferma la necessità della misura di sicurezza terapeutica. Il tutto, al netto delle complesse vie giuridiche intraprese si può riassumere come segue:

Grado di GiudizioData / PeriodoDecisione della CorteDettagli della Sentenza
Primo Grado (Corte d’Assise di Livorno)—Condanna20 anni di reclusione + 3 anni di Rems (riconosciuto vizio parziale di mente)
Appello (Corte d’Assise d’Appello di Firenze)Dicembre 2025Riduzione di pena19 anni di reclusione + 3 anni di Rems (confermata la misura di sicurezza)
Cassazione (Suprema Corte)Luglio 2026Sentenza definitivaRigetto del ricorso della difesa (pena fissata a 19 anni di reclusione)

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