Richiesta una documentazione che attesti la deroga per meriti speciali, la cittadinanza si schiera dalla parte di Igor

Livorno, 15 luglio 2026 – Uno stop, almeno momentaneo, quello arrivato dal prefetto Giancarlo Dionisi sull’intitolazione di un pezzo di strada a Igor Protti. In una lettera al sindaco infatti, sono state chieste motivazioni accompagnate a una documentazione specifica per anticipare i dieci anni richiesti normalmente dalla burocrazia.
La decisione ha raggelato un’intera città, che ha dimostrato ampiamente il suo affetto per il campione amaranto, venuto a mancare recentemente. Intitolare una parte di piazzale Montello a Igor era riuscita addirittura a mettere d’accordo tutti in consiglio comunale, in molti infatti sono rimasti increduli dal comportamento del prefetto.
Quest’ultimo, pur non essendo ricorso alla burocrazia in altre questioni simili in passato, ha voluto esprimere quanto la sua decisione sia stata fatta solo per far rispettare le normali procedure di legge. Nella seguente nota trasmesse dalla prefettura infatti, vengono precisate le motivazioni.
La nota della prefettura
«In relazione alle notizie diffuse sulla richiesta di autorizzazione all’intitolazione di un’area cittadina a Igor Protti, ritengo opportuno precisare che la nota trasmessa dalla Prefettura aveva il solo ed esclusivo scopo di completare l’istruttoria prevista dalla legge.
La normativa vigente prevede infatti che l’intitolazione di un luogo pubblico a una persona scomparsa da meno di dieci anni costituisca una deroga alla disciplina ordinaria e, proprio per questo, richiede un’istruttoria particolarmente accurata e adeguatamente documentata.
La Prefettura, come qualsiasi altra amministrazione pubblica, ha il dovere di acquisire tutti gli elementi necessari prima di adottare una decisione. È questo il significato della richiesta rivolta al Comune di Livorno: non un diniego, non una valutazione sulla figura di Igor Protti. Bensì la normale acquisizione della documentazione necessaria per consentire all’autorità competente di svolgere la propria funzione.
La deliberazione del Consiglio comunale esprime la volontà dell’organo consiliare. Non conteneva una relazione illustrativa che rappresentasse in modo organico e documentato gli elementi utili a sostenere la richiesta di autorizzazione in deroga. Proprio per questo è stata richiesta un’integrazione istruttoria, come avviene ordinariamente in qualsiasi procedimento amministrativo.
Del resto, la natura esclusivamente istruttoria della richiesta trova conferma in un fatto molto semplice: la relazione illustrativa richiesta è già pervenuta alla Prefettura. Ciò consentirà di completare serenamente l’istruttoria e di proseguire il procedimento secondo quanto previsto dalla legge.
Per questo motivo non comprendo le ragioni della polemica sviluppatasi in queste ore. La documentazione richiesta è stata trasmessa e il procedimento amministrativo può ora proseguire regolarmente. Si è trattato, semplicemente, di un ordinario rapporto tra amministrazioni pubbliche, nel quale un ufficio acquisisce gli elementi necessari per poter esercitare correttamente le funzioni attribuitegli dalla legge.
Non esiste alcun motivo di contrapposizione con il Comune di Livorno o con il Sindaco. Esiste soltanto il dovere, che la Prefettura continuerà a esercitare con equilibrio, imparzialità e senso delle istituzioni, di applicare la legge nel rispetto delle procedure previste dall’ordinamento.
Per quanto mi riguarda, la vicenda si esaurisce qui. L’istruttoria proseguirà sulla base della documentazione ora acquisita e sarà definita con la serenità e l’imparzialità che devono caratterizzare ogni decisione amministrativa».

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