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Un’intera filiera da un’euro e poco più: Confcommercio Livorno svela i numeri della tazzina

Caffé: il rito quotidiano che vale un euro e pochi centesimi ma che in provincia muove oltre 88 mila consumazioni al giorno. La presidente provinciale: «Non si paga solo il prodotto, ma professionalità, investimenti energetici e presidio sociale».

LIVORNO, 8 Luglio 2026 – Un euro ed un pugno di centesimi rappresenta il prezzo fisso ed abituale di un espresso per la stragrande maggioranza dei cittadini. Per chi quel caffè lo seleziona, lo estrae e lo serve ogni mattina, invece, quella tazzina racchiude una complessa filiera economica fatta di lavoro qualificato, investimenti strutturali, tassazione, costi energetici, manutenzione delle attrezzature e cultura dell’accoglienza.

Parte da questa riflessione l’invito di FIPE Confcommercio Livorno a considerare il reale valore economico e sociale di uno dei gesti più abitudinari della giornata, smontando l’idea che il costo della consumazione sia legato unicamente alla materia prima.

I numeri della caffetteria: l’impatto sulla provincia di Livorno

I dati nazionali elaborati dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) mostrano una fotografia impressionante sul radicamento di questo rito: ogni anno in Italia vengono servite circa 6 miliardi di consumazioni di caffetteria, tra espressi, cappuccini e macchiati. Tradotto in media pro capite, significa che ogni singolo residente (neonati e bambini compresi) consuma più di 100 tazze all’anno.

Rapportando questa proiezione nazionale alla realtà locale, Confcommercio Livorno ha condotto una stima tenendo in considerazione i volumi territoriali, evidenziando una mole di lavoro imponente per i pubblici esercizi labronici:

Ambito GeograficoConsumazioni AnnualiConsumazioni GiornaliereMedia Annuale per Abitante
Italia (Dato Nazionale)6 Miliardi~16,4 MilioniOltre 100 tazzine
Provincia di LivornoOltre 32 MilioniCirca 88 Mila*Allineata al dato nazionale

(*Dato minimo stimato su base residenziale, soggetto a forti rincari verticali durante i mesi caldi grazie ai flussi turistici).

La Costa degli Etruschi e l’Elba trainano il fatturato sull’onda dell’estate

È proprio l’elemento turistico a ridisegnare completamente la geografia dei consumi e le fortune dei pubblici esercizi del litorale. Durante la stagione estiva, l’arrivo di centinaia di migliaia di visitatori lungo la Costa degli Etruschi, nelle storiche località balneari, nelle città d’arte e in particolar modo all’Isola d’Elba, fa impennare il numero delle colazioni e degli espressi serviti nei bar, nei passaggi sul lungomare e nei centri storici.

«La provincia di Livorno ha una spiccata vocazione turistica che rende il nostro tessuto imprenditoriale profondamente diverso da quello di molte altre realtà italiane — osserva il direttore generale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli —. Da Giugno a Settembre il lavoro dei pubblici esercizi aumenta in maniera evidente lungo tutto il litorale e sulle isole. Per moltissime imprese è proprio in questa manciata di mesi che si concentra la fetta decisiva del fatturato dell’intero anno. Ogni singola tazzina servita è un piccolo gesto quotidiano che, moltiplicato per migliaia di volte, sostiene direttamente le imprese, i posti di lavoro e l’economia del territorio».

Costi di gestione: il prezzo finale che arranca contro i rincari reali

Negli ultimi anni, i titolari di bar e ristoranti hanno dovuto fare i conti con un’impennata generalizzata delle spese vive di gestione: dalle fiammate delle bollette energetiche all’aumento delle materie prime, fino all’adeguamento dei costi del lavoro e della formazione. Al netto di queste forti pressioni inflazionistiche, FIPE ci tiene a far notare come il prezzo finale della tazzina al consumatore sia cresciuto in percentuale decisamente minore rispetto all’incremento complessivo dei costi sostenuti dai gestori, a dimostrazione dell’impegno della categoria nel salvaguardare l’accessibilità di un bene simbolo del Paese.

«Quando il cliente ordina un espresso vede, giustamente, solo il prodotto finito dentro la tazzina — spiega la presidente di FIPE Confcommercio Livorno, Federica Garaffa Cristiani —. Noi che gestiamo le attività vediamo molto di più: la professionalità del barista che si aggiorna, la selezione e la qualità delle miscele, la manutenzione tecnica delle macchine professionali, i consumi elettrici per tenerle in funzione, i canoni d’affitto, il personale e la pulizia dei locali. Dietro un espresso c’è un’azienda che alza la saracinesca all’alba, crea occupazione stanziale, accoglie le persone e combatte la desertificazione commerciale garantendo vitalità e sicurezza alle nostre città. È un valore che spesso diamo per scontato, ma che merita di essere conosciuto e riconosciuto».

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