Intervista al cantautore milanese
È disponibile in tutti gli store e in rotazione radiofonica “Ferite e Luce”, il singolo che segna il debutto discografico del cantautore Alberto Vezzi. Il brano, prodotto dall’etichetta livornese iPERi Recording Label ed edito da Dischivolanti Edizioni, rappresenta l’avvio di un percorso artistico mosso dal desiderio di trasformare le esperienze personali in musica.
“Ferite e Luce” racconta il dolore, le cadute e la forza di rialzarsi, ricordando che anche nei momenti più difficili esiste una luce capace di guidare verso una nuova rinascita.
Un messaggio di speranza che Alberto Vezzi affida alla sua prima pubblicazione ufficiale, con l’obiettivo di arrivare al cuore delle persone più che alle classifiche.
Abbiamo incontrato il giovane cantautore per parlare di questo importante esordio e dei suoi progetti futuri.
D. Questo è il tuo primo singolo ufficiale: che emozioni stai vivendo in questo momento e cosa rappresenta per te questo debutto?
R. Rappresenta il sogno che ho custodito per tanti anni e che finalmente si sta realizzando. Diventare cantautore significa poter dare voce a quello che penso, a ciò che vivo e anche ai momenti più difficili della mia vita. Se raccontando la mia storia riuscirò ad aiutare anche una sola persona a sentirsi meno sola, allora avrò già raggiunto qualcosa di importante.
D. Come è nata l’idea del brano? C’è un’esperienza personale che lo ha ispirato?
R. “Ferite e Luce” nasce dalla mia esperienza personale. Ho attraversato periodi difficili che sembravano ripetersi sempre uguali e, in quei momenti, spesso dimenticavo la luce che ognuno di noi porta dentro di sé. Il dolore può offuscarla, ma scrivere questa canzone mi ha fatto capire che si può rinascere più forti. È proprio questo il significato del brano.
D. Raccontaci il percorso creativo del singolo: è nato prima il testo, la melodia o avevi già in mente un messaggio preciso da trasmettere?
R. È nato prima il testo. Sentivo il bisogno di raccontare quello che avevo vissuto e di trasformare le emozioni in parole. Successivamente, grazie al lavoro svolto insieme al produttore Lorenzo Iuracà, quelle parole hanno trovato la loro veste musicale e sono diventate una canzone.
D. Cosa vorresti che provasse chi ascolterà il tuo brano per la prima volta?
R. Non cerco la gloria, ma la possibilità di aiutare qualcuno, anche indirettamente. Mi piacerebbe che questa canzone trasmettesse fiducia e speranza. So che a volte è difficile rialzarsi, ma credo che anche le esperienze più dolorose possano diventare il punto di partenza per costruire una versione migliore di sé stessi.
D. In questa tua prima esperienza discografica hai lavorato con qualcuno in particolare?
R. Ho avuto la fortuna di lavorare con Lorenzo, una persona che considero un vero talento. Fin dal primo incontro ha capito quello che volevo comunicare ed ha saputo colmare la mia inesperienza nel trasformare un testo in una canzone. È stato fondamentale per la realizzazione di questo progetto.
D. Se dovessi presentare questo singolo a chi ancora non ti conosce, come lo descriveresti?
R. È una canzone che parla dello sconforto che può colpire chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Racconta le ferite che tutti possiamo vivere: perdite, ingiustizie, tradimenti e delusioni. Ma racconta anche la speranza, quella luce che può cambiare tutto quando meno ce lo aspettiamo.
D. Questo è solo il primo passo: quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
R. Sto cercando di costruire il mio futuro attraverso la musica e le mie esperienze personali. Il mio sogno è trasformare questa passione in un lavoro e continuare a scrivere canzoni che sappiano raccontare emozioni vere. Ho 35 anni, porto con me tanti lividi, ma credo che anche dalle ferite possano nascere storie capaci di regalare qualcosa di bello a chi le ascolta.
D.Il tuo nome è Alberto Vezzi: cosa vuoi che il pubblico associ a questo nome quando ascolta la tua musica?
Vorrei che il pubblico ritrovasse in me la stessa autenticità che io vedo nei miei punti di riferimento artistici, Marco Masini e Massimo Di Cataldo. Sono cantautori che hanno saputo trasformare il dolore in musica e mettere le loro esperienze a disposizione degli altri. Mi piacerebbe percorrere quella stessa strada, con sincerità e rispetto per chi ascolta.
D. Oggi escono tantissime canzoni ogni settimana: perché un ascoltatore dovrebbe scegliere proprio un brano di Alberto Vezzi?
R. Perché nelle mie canzoni non c’è finzione. Racconto quello che ho vissuto davvero, con semplicità e sincerità. Se qualcuno riuscirà a ritrovare un pezzo della propria storia nelle mie parole e a sentirsi meno solo, allora la mia musica avrà raggiunto il suo obiettivo.