Stop dall’assessore regionale a infrastrutture e trasporti: bocciate le prime bozze del disegno di legge. Si tradurrebbero in tagli e depotenziamenti alle strutture.
FIRENZE, 3 Luglio 2026 – Il riassetto della governance portuale italiana accende lo scontro aspro tra il Governo e la Regione Toscana. Al centro della contesa ci sono le prime bozze del disegno di legge esecutivo che mira a centralizzare la cabina di regia degli scali nazionali. Un impianto normativo che non piace affatto a Palazzo Strozzi Sacrati e che solleva una fortissima apprensione per le possibili ripercussioni economiche, logistiche e occupazionali sulla costa tirrenica.
A farsi portavoce di questo malumore istituzionale è Filippo Boni, assessore a infrastrutture e trasporti della Regione Toscana, che ha analizzato le potenzialità di una riforma che, al netto dei suoi rischi, si svela capace di paralizzare i cantieri chiave del territorio.
Il rischio paralisi per la Piattaforma Europa e Piombino
Il timore principale espresso dalla Regione riguarda lo spostamento del baricentro decisionale e finanziario lontano dai territori. La creazione di una super-società centralizzata a Roma potrebbe, secondo i tecnici toscani, burocratizzare i flussi di spesa e sottrarre linfa vitale ai progetti già approvati e finanziati.
«Guardiamo con profonda preoccupazione alle prime bozze del disegno di legge sulla governance portuale — ha dichiarato senza mezzi termini l’assessore Filippo Boni —. La nascita di una società centralizzata non deve assolutamente tradursi in un indebolimento delle competenze regionali e, men che meno, in una riduzione drastica delle risorse destinate ai territori. Questi fondi sono indispensabili per completare opere dal valore strategico incalcolabile, prima tra tutte la Piattaforma Europa a Livorno, e per potenziare e consolidare lo scalo di Piombino».
Meno poteri alle Autorità di Sistema: il nodo delle manutenzioni
Un altro punto fortemente contestato della riforma è il progressivo svuotamento delle funzioni operative in capo alle attuali Autorità di Sistema Portuale (AdSP). Il testo governativo sembrerebbe infatti intenzionato a sottrarre agli enti locali competenze storiche e cruciali, tra le quali spicca la gestione della manutenzione straordinaria delle banchine e dei fondali.
L’assessore Boni ha voluto evidenziare la pericolosità di questo passaggio:
- Perdita del presidio locale: Privare le autorità portuali della manutenzione ordinaria e straordinaria significa far venir meno la capacità di intervento rapido per garantire la piena funzionalità degli scali nel tempo.
- Spreco di competenze: Il personale in servizio presso le AdSP toscane possiede un know-how storico che rischia di essere disperso o mortificato da una gestione verticistica e lontana dalle reali necessità delle banchine.
«Come assessore alle infrastrutture e ai trasporti — ha concluso Boni — ritengo fondamentale e non negoziabile la salvaguardia delle prerogative regionali e dell’autonomia gestionale locale. Auspichiamo che il tavolo di confronto con il Governo prosegua e che il testo attuale venga profondamente corretto. Lo sviluppo economico e la tenuta occupazionale della costa toscana devono rimanere una priorità condivisa e non un danno collaterale della centralizzazione».