Il sindaco attacca dopo l’uscita dal COSP e precisa che il termine “percezione” sulla sicurezza sarebbe stato usato dagli altri presenti, “Prefetto in primis”: “Se i dati sui reati sono tranquillizzanti, bisogna dirlo ai cittadini e lavorare insieme sul territorio”.
Livorno, 30 Giugno 2026 – Alta tensione istituzionale a Livorno sul tema della sicurezza urbana. Il sindaco Luca Salvetti ha convocato una conferenza stampa dopo aver lasciato, insieme alla delegazione del Comune, la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Al centro dello scontro ci sono la gestione dei recenti episodi segnalati in città, il ruolo della Polizia Locale, la percezione di insicurezza da parte dei cittadini e il rapporto con la Prefettura.
Secondo quanto riferito dal sindaco, la delegazione comunale — composta da Salvetti, dal dirigente della Polizia Locale Lorenzo Lazzerini, dal vicecomandante Marco Vaccai e dal security manager Giampaolo Dotto — avrebbe abbandonato il COSP dopo circa un’ora e un quarto di confronto.
“Ho chiesto io il COSP perché c’erano stati recenti episodi che andavano dall’aggressione del bambino al parco Pertini, ad altri fatti che avevano riguardato una bambina minacciata, fino agli episodi in via Gherardi del Testa, alla rissa davanti alla Pina d’Oro e alla situazione problematica in Piazza Mazzini”, ha spiegato Salvetti.
Il sindaco ha sottolineato di aver voluto portare al tavolo istituzionale le segnalazioni arrivate dai cittadini, chiedendo un quadro condiviso sulla situazione della città.
“I dati parlano di reati in calo, ma i cittadini sono preoccupati”
Durante la conferenza stampa, Salvetti ha ricostruito quanto, a suo dire, sarebbe emerso dalla riunione con Prefettura, Procura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Secondo il sindaco, dal confronto sarebbe stato rappresentato un quadro nel quale Livorno non risulterebbe in una situazione straordinaria rispetto ad altre città, con organici delle forze dell’ordine ritenuti adeguati e numeri dei reati giudicati tranquillizzanti.
“È emerso che non ci sono attività straordinarie a Livorno rispetto ad altre città, che gli organici delle forze dell’ordine sono più che adeguati e che non ci sono state impennate di reati, anzi un decremento”, ha detto Salvetti.
Il punto, secondo il sindaco, sarebbe quindi quello della percezione di insicurezza da parte dei cittadini. Una percezione che, a suo giudizio, non deve essere liquidata, ma affrontata con una risposta unitaria da parte di tutte le istituzioni.
“Bisogna lavorare sulla percezione, sulla capacità di controllare i territori e di rispondere il più in fretta possibile alle richieste dei cittadini. Ma tutto questo va fatto insieme”, ha aggiunto.
La difesa della Polizia Locale
Il passaggio più duro della conferenza stampa riguarda il ruolo della Polizia Locale. Salvetti ha respinto con forza l’idea che le criticità della sicurezza cittadina possano essere ricondotte principalmente al corpo municipale.
Secondo il sindaco, durante il COSP sarebbe stato chiesto alla Polizia Locale un contributo maggiore, soprattutto in relazione alla zona rossa di Piazza Garibaldi. Una ricostruzione che Salvetti ha contestato, rivendicando il lavoro svolto dagli agenti livornesi.
“Non accetto che il problema venga scaricato sulla Polizia Locale”, ha dichiarato. “Parliamo di 205 uomini e donne che da decenni operano in questa città e che io ho il dovere di salvaguardare nel loro lavoro e nel loro impegno”.
Salvetti ha ricordato anche gli interventi già messi in campo dall’amministrazione comunale: illuminazione pubblica, ordinanze, telecamere, interventi urbanistici e iniziative per riportare persone nelle piazze e nelle strade.
“Abbiamo fatto tutto quello che veniva chiesto da Prefettura e forze dell’ordine. Siamo intervenuti sull’illuminazione, abbiamo fatto ordinanze, proseguito il lavoro sulle telecamere, cambiato urbanisticamente luoghi che creavano problemi. Cosa dobbiamo fare di più?”, ha affermato.
Zona rossa, Piazza Garibaldi e centro città
Nel corso della conferenza è tornato anche il tema della zona rossa, già al centro del dibattito cittadino negli ultimi mesi. Salvetti ha riferito che la Prefettura intenderebbe riproporre la misura in Piazza Garibaldi.
Il sindaco ha però posto una questione politica e amministrativa: se i dati ufficiali indicano una città in linea con altre realtà e con reati non in aumento, occorre spiegare ai cittadini quale sia il senso delle misure straordinarie e quali risultati abbiano prodotto.
“Se Livorno è una città sotto osservazione e in emergenza, allora vuol dire che le zone rosse non hanno funzionato. Se invece mi dicono che la città è in linea, anzi con reati in calo, allora bisogna raccontarlo ai cittadini”, ha spiegato.
Il tema non riguarda solo Piazza Garibaldi. Nella discussione sono state citate anche altre zone del centro, tra cui Piazza Mazzini, via Gherardo del Testa, via della Pina d’Oro, Piazza Colonnella, via Borra, Borgo Cappuccini e l’area della Venezia, luoghi sui quali cittadini e commercianti avrebbero segnalato episodi di degrado, spaccio o tensione.
“Serve collaborazione, non scaricabarile”
Per Salvetti, la frattura nata nel COSP nasce dal mancato riconoscimento di una linea comune. Il sindaco ha detto di aver chiesto una comunicazione condivisa, capace di rassicurare i cittadini e allo stesso tempo confermare l’impegno di tutte le istituzioni sul territorio.
“Ho chiesto che uscissimo con un quadro di serenità, di impegno comune e di lavoro comune nei confronti dei cittadini”, ha spiegato. “Questo non è stato accordato”.
Da qui la decisione di abbandonare la riunione.
“L’unica ricetta è la collaborazione, la condivisione dei percorsi, non lo scaricabarile”, ha detto ancora Salvetti. “Dal momento attuale, il COSP non rappresenta più per me un luogo dove si ragiona per il bene della città”.
Il sindaco ha poi parlato apertamente di questione istituzionale, sottolineando di non voler trasformare il confronto in una “rissa verbale”, ma rivendicando la necessità di difendere la dignità della città e il lavoro degli uffici comunali.
La richiesta ai cittadini e alle istituzioni
Nel suo intervento, Salvetti ha riconosciuto che il tema della sicurezza resta centrale e che i cittadini hanno diritto a risposte concrete. Allo stesso tempo, ha chiesto che il dibattito non venga trasformato in uno scontro politico o in un attacco alla Polizia Locale.
“La gente vuole la verità”, è il messaggio emerso dalla conferenza stampa. Una verità che, secondo il sindaco, passa da dati chiari, responsabilità condivise e presenza coordinata sul territorio.
Salvetti ha concluso ribadendo che l’amministrazione comunale continuerà a fare la propria parte sul fronte della sicurezza urbana, ma ha chiesto che ogni ulteriore intervento venga costruito insieme agli altri soggetti istituzionali.
“Questa amministrazione sta facendo tutto ciò che deve fare. Può migliorare, ma insieme agli altri. Insieme agli altri”, ha concluso.