CARCERE Casa circondariale

Il Consiglio comunale sbarca in Gorgona: approvato il piano straordinario per salvare l’isola-carcere

(fonte: Comune di Livorno)

Seduta storica tra le mura della colonia penale per affrontare il carovita, l’alto costo dei traghetti e l’emergenza idrogeologica. Il sindaco Salvetti attacca la gestione passiva degli enti: «Serve un coordinamento vero».

LIVORNO, 24 Giugno 2026 – Una seduta straordinaria e sul campo per accendere i riflettori sulle critiche condizioni di un modello rieducativo unico al mondo, ma costretto a fare i conti con pesanti disagi logistici ed economici. Nella scorsa giornata di Lunedì 22 Giugno, il Consiglio comunale di Livorno si è riunito direttamente sull’isola di Gorgona per approvare un importante atto di indirizzo finalizzato al rilancio e al monitoraggio della casa circondariale.

L’obiettivo dell’amministrazione labronica è farsi promotrice di una serie di iniziative concrete che coinvolgano il Demanio, il Parco Nazionale e la comunità locale per affrontare insieme i nodi cruciali del territorio. Tra le assolute priorità del provvedimento emergono il potenziamento e la sostenibilità economica dei traghetti con Livorno – una continuità territoriale giudicata vitale sia per i residenti sia per il successo dei percorsi di reinserimento dei detenuti – e la ferma volontà di blindare il modello rieducativo dell’isola fondato sul lavoro e sull’inclusione.

I cinque pilastri strategici del sindaco Salvetti

Durante la seduta, il sindaco Luca Salvetti ha delineato una strategia operativa su più fronti per il rilancio di Gorgona, criticando apertamente la mancanza di coordinamento istituzionale e la gestione passiva dimostrata finora da alcuni enti. Per invertire la rotta, Salvetti ha proposto azioni articolate su cinque direttrici fondamentali:

  • Tutela del modello carcerario: Coinvolgimento diretto del Ministero della Giustizia per proteggere l’identità della struttura.
  • Continuità territoriale: Dialogo aperto con la Regione Toscana per garantire collegamenti marittimi sostenibili.
  • Infrastrutture primarie: Interventi diretti a cura del Comune di Livorno all’interno del territorio isolano.
  • Sblocco dei fondi del Parco: Esortazione formale all’Ente Parco affinché sblocchi le risorse finanziarie inutilizzate e partecipi a un tavolo concreto, superando le presenze puramente simboliche.
  • Semplificazione burocratica: Risoluzione delle storiche incongruenze con il Demanio per armonizzare le esigenze dei residenti, della polizia penitenziaria e dei detenuti tramite una gestione più snella.

Sul fronte della giunta, l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani ha posto l’accento sull’urgenza di risolvere le problematiche legate al dissesto idrogeologico dell’isola. L’assessore al Sociale, Andrea Raspanti, ha invece analizzato l’esecuzione penale come servizio pubblico essenziale e pilastro della democrazia, sottolineando con rammarico la profonda discrepanza tra il mandato costituzionale di rieducazione sociale e la cronica carenza di investimenti da parte dello Stato.

Le denunce di detenuti e residenti storici

Il dibattito si è ulteriormente acceso durante la seduta congiunta delle commissioni, che ha dato voce ai sindacati e ai protagonisti della vita quotidiana di Gorgona.

Ad aprire il confronto sono state le testimonianze dirette dei detenuti, i quali hanno denunciato forti carenze materiali d’istituto, come la mancanza di scarpe e la presenza di attrezzature gravemente deteriorate nella falegnameria. Gli stessi detenuti hanno inoltre definito insostenibile il costo dei trasporti marittimi per i familiari in visita e per chi usufruisce di permessi, una situazione resa ancora più difficile dall’assenza di alloggi accessibili a Livorno.

I disagi legati ai collegamenti e ai costi sono stati pienamente condivisi dalla comunità civile dell’isola. Nicola Debatte, portavoce dei venti residenti storici (attualmente in via di costituzione in associazione), ha infatti evidenziato le pesanti difficoltà economiche che gravano sui cittadini a causa dei canoni di locazione, delle spese di manutenzione e dei biglietti dei traghetti.

L’appello delle istituzioni penitenziarie

«Gorgona è un modello rieducativo d’eccellenza e non una semplice sezione detentiva», ha ricordato con fermezza il garante dei detenuti Marco Solimano, lanciando un accorato appello per difendere l’identità unica dell’isola. Solimano ha espresso forte preoccupazione per il recente fenomeno del sovraffollamento, che rischia di snaturare la storia del territorio e compromettere i percorsi lavorativi utili a ridurre la recidiva, allargando poi la denuncia alle condizioni di degrado del sistema penitenziario di Livorno.

Una linea condivisa anche dalla direttrice del carcere delle Sughere, Grazia Giampiccolo, la quale, pur lodando il grande impegno del personale nel frenare l’invecchiamento dei locali, ha indicato nel dissesto idrogeologico la minaccia più urgente per l’incolumità dell’isola, invocando un intervento sinergico e immediato con l’Ente Parco e il Comune.

A chiudere il cerchio degli interventi è stata Febea Fiori, comandante della Polizia penitenziaria di Gorgona, che ha celebrato l’isola come un limpido esempio etico di giustizia riparativa, capace di abbattere le barriere tra il carcere e la società civile. Fiori ha ribadito che la vera sicurezza si ottiene soltanto offrendo dignità e seconde possibilità attraverso l’integrazione lavorativa, esortando tutte le istituzioni a valorizzare e proteggere questa realtà virtuosa anziché lasciarla isolata.

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