BASKET basket

Basket: la scuola dei coach livornesi continua a brillare

al centro della foto Alessandro Ramagli, fresco di promozione in Serie A con Verona, ospite del podcast "Quelli della Canestra"

Risultati e numeri confermano una tradizione vincente

C’è un patrimonio sportivo che negli anni ha contribuito a rendere Livorno una delle capitali italiane della pallacanestro.

È la scuola degli allenatori livornesi, una tradizione fatta di competenze, cultura cestistica e capacità di formare giocatori e tecnici che continua a produrre risultati di altissimo livello.

Per decenni Livorno ha rappresentato un punto di riferimento nel panorama nazionale grazie a una metodologia di insegnamento riconoscibile e alla qualità dei propri istruttori.

I giocatori cresciuti nelle società cittadine si distinguevano per la padronanza dei fondamentali e per una formazione tecnica frutto del lavoro di allenatori capaci di trasmettere conoscenze ed esperienza da una generazione all’altra.

Una tradizione che, secondo molti osservatori, sembrava essersi affievolita negli anni del ridimensionamento del basket cittadino. I risultati ottenuti negli ultimi campionati dai tecnici livornesi dimostrano invece il contrario.

Tra i protagonisti spicca Alessandro Ramagli, autore della promozione in Serie A della Tezenis Verona dopo essere subentrato a stagione in corso con la squadra a metà classifica.

Un risultato che conferma ancora una volta il valore del tecnico labronico.

Importante anche il lavoro svolto da Luca Bechi alla guida della Juvi Cremona. In tre stagioni ha conquistato altrettante salvezze considerate tutt’altro che scontate e nell’ultimo campionato ha sfiorato la zona playoff.

Un percorso che ha portato la società lombarda a ricevere riconoscimenti per la valorizzazione dei giovani talenti.

Ottima stagione anche per Sandro Dell’Agnello, che ha condotto Rimini fino alla finale per la promozione in Serie A, proprio contro la Verona di Ramagli, al termine di un campionato di alto livello.

Da sottolineare inoltre il lavoro di Walter De Raffaele, capace di risollevare Cantù da una situazione particolarmente difficile e di condurre la squadra alla salvezza dopo il suo arrivo a stagione in corso.

Tra i tecnici livornesi protagonisti c’è anche Andrea Diana, che ha guidato la Libertas Livorno 1947 in un campionato di vertice, condizionato soltanto dagli sviluppi legati al caso Bergamo, ma che aveva visto la squadra stabilmente nelle posizioni più nobili della classifica.

A questi nomi si aggiungono numerosi allenatori impegnati tra Serie B e Serie C, tra cui Marco Del Re, Federico Campanella, Daniele Quilici e Luca Angella, tutti protagonisti di percorsi significativi nelle rispettive realtà.

I numeri confermano il peso della scuola livornese: tra Serie A e Serie A2 figurano cinque allenatori livornesi su un totale di 36 squadre, una percentuale che sfiora il 14%, dato significativo per una città delle dimensioni di Livorno.

E il quadro sarebbe incompleto senza citare Luca Banchi, attuale commissario tecnico della Nazionale italiana, cresciuto come allenatore nell’ambiente del Don Bosco Livorno e formatosi sotto l’influenza di figure storiche della pallacanestro cittadina come Carlo “Cacco” Benvenuti.

Risultati, presenze ai massimi livelli e una tradizione che continua a rinnovarsi: la scuola degli allenatori livornesi resta una delle eccellenze del basket italiano e continua a lasciare il proprio segno sui parquet di tutta la penisola.

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