Il leggendario bomber si è spento a 58 anni dopo una lunga malattia. A gennaio aveva ricevuto la Livornina d’oro: la città perde la sua bandiera più pura, simbolo di dignità e passione.
LIVORNO, 19 Giugno 2026 – La città si risveglia con il cuore spezzato e un vuoto incolmabile. Oggi, venerdì 19 giugno, è morto Igor Protti. Lo storico attaccante amaranto, uno dei calciatori più amati e rispettati nella storia del Livorno e dell’intero sport italiano, si è spento all’età di 58 anni dopo aver lottato a lungo, con straordinaria dignità, contro una grave malattia.
Per tutti gli appassionati di calcio era “lo Zar”, ma all’ombra dei Quattro Mori Igor Protti era molto più di un bomber implacabile. Era un simbolo di appartenenza, una bandiera identitaria, un uomo capace di trasformare i gol in una meravigliosa storia d’amore con un’intera comunità. Riminese di nascita, Protti aveva eletto Livorno a sua seconda patria, costruendo un legame indissolubile che il tempo e la sofferenza non hanno mai scalfito.
Una carriera unica: capocannoniere in ogni categoria
Il percorso sportivo dello Zar resta un capolavoro irripetibile nella storia del calcio italiano. Protti è stato infatti capace di vincere la classifica dei marcatori in Serie A, Serie B e Serie C, un traguardo leggendario che fotografa meglio di ogni altra cosa la sua determinazione, la sua ferocia agonistica e la capacità di lasciare un segno indelebile ovunque abbia giocato.
Dopo le importanti tappe professionali con Bari, Lazio e Napoli, il suo ritorno a Livorno nel 1999 segnò l’inizio della pagina più romantica e trionfale del club. Con la fascia di capitano al braccio, guidò la squadra in una scalata memorabile dalla Serie C fino alla Serie A, diventando per sempre il volto nobile della rinascita del calcio livornese.
La lotta contro la malattia e il coraggio dello Zar
Negli ultimi mesi, la città lo aveva stretto in un abbraccio continuo e commovente. La malattia, resa pubblica nel Luglio del 2025, non gli aveva mai tolto la lucidità, la compostezza e la voglia di parlare con assoluta sincerità al suo popolo. Protti ha raccontato la sua partita più difficile senza mai nascondere la fatica delle cure, ma mostrando lo stesso identico coraggio di quando, sul campo, non si è mai tirato indietro di fronte a un difensore.
Il saluto collettivo con la Livornina d’oro
Proprio lo scorso Gennaio, in un momento che oggi assume il valore di un commovente abbraccio anticipato, Igor Protti aveva ricevuto la Livornina d’oro, la massima onorificenza della città. In una sala consiliare gremita fino all’inverosimile, davanti a una platea in lacrime, il capitano aveva ripercorso quarant’anni di vita, legando il suo nome ai concetti di rispetto, amore e responsabilità verso la maglia.
L’immagine simbolo e l’eredità eterna
L’ultima immagine pubblica dello Zar che ha emozionato l’intero Paese è stata quella del matrimonio della figlia Noemi. Nonostante la sofferenza fisica, il capitano ha voluto esserci, stringendola a sé e accompagnandola con orgoglio all’altare: una foto potentissima, simbolo della forza d’animo di un uomo straordinario.
Con Igor Protti se ne va un pezzo profondo, autentico e romantico della memoria amaranto. Se ne va l’uomo che ha fatto sognare generazioni di tifosi incarnando lo spirito più vero di Livorno: l’orgoglio, la lealtà, la schiena dritta e il cuore. La sua storia continuerà a vivere eterna nei cori della Curva Nord, nei racconti dei padri ai figli e in ogni bambino che, indossando una maglia amaranto, sentirà parlare di quel numero 10 che non è stato solo un calciatore, ma l’anima stessa della città.