Truffa online da 590 euro su una finta vendita di motociclo
Prosegue senza sosta l’attività di contrasto alle truffe online da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno, impegnati sia sul fronte della prevenzione, attraverso incontri informativi sul territorio, sia su quello repressivo, con indagini mirate all’individuazione e alla denuncia degli autori dei reati.
In questo contesto, i Carabinieri della Stazione di Cecina, al termine di accurati accertamenti, hanno individuato e denunciato in stato di libertà un uomo di 55 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, ritenuto gravemente indiziato di una truffa ai danni di un giovane di 20 anni residente nel cecinese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma dei Carabinieri, la vittima aveva pubblicato un annuncio di vendita di un motociclo su un sito di e-commerce, ricevendo rapidamente la risposta di un sedicente acquirente. L’uomo, presentandosi come titolare di un’agenzia e mostrando interesse per l’acquisto, aveva avviato la trattativa fino a concordare un prezzo di 1.000 euro.
Successivamente, il presunto acquirente aveva convinto il venditore che, in attesa del passaggio di proprietà, avrebbe versato una caparra. Con un raggiro telefonico, ha quindi indotto il giovane a recarsi presso uno sportello ATM postale e a seguire alcune operazioni che, secondo quanto prospettato, avrebbero dovuto consentire l’accredito della somma su una carta prepagata.
In realtà, quelle istruzioni si sono rivelate fraudolente: la vittima si è trovata ad effettuare una ricarica di 590 euro a favore del truffatore.
Accortosi dell’inganno, il giovane ha tentato invano di ricontattare l’interlocutore, ormai resosi irreperibile. A quel punto si è rivolto ai Carabinieri di Cecina, dando avvio alle indagini.
Gli investigatori, seguendo il flusso delle transazioni e incrociando gli elementi raccolti, sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Livorno per il reato di truffa aggravata, anche mediante l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento.
Come da prassi, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, si ricorda che l’indagato deve considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.