La Corte d’Assise assolve i due imputati per la morte del 29enne livornese, volato dalla finestra di un palazzo di via Giordano Bruno: decisivi i dubbi emersi dalle perizie

Livorno, 21 Maggio 2026- Si chiude con un’assoluzione il processo in Corte d’Assise per la morte di Denny Magina, il 29enne livornese morto il 22 agosto 2022 dopo essere volato dalla finestra di un appartamento al quarto piano di un palazzo in via Giordano Bruno, nel quartiere della Guglia.
I due imputati, Hamed Hamza e Amine Ben Nossra, entrambi accusati di omicidio preterintenzionale, sono stati assolti. Una decisione che fa cadere l’impianto accusatorio e lascia senza una responsabilità penale accertata una vicenda che da quasi quattro anni segna profondamente la famiglia di Denny e la città di Livorno.
Secondo l’accusa, Magina sarebbe stato colpito al volto all’interno dell’appartamento. Quel colpo, nella ricostruzione della Procura, gli avrebbe fatto perdere l’equilibrio, provocando il volo dalla finestra. Una tesi che però, secondo la Corte, non avrebbe trovato una conferma tale da superare il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio.
Il nodo della ferita al volto
Uno dei punti centrali del processo è stato quello della ferita riportata da Denny Magina sotto il labbro, indicata nelle perizie come “lesione 7”.
L’accusa aveva collegato quella ferita a un possibile colpo sferrato da Hamza, che secondo la ricostruzione avrebbe indossato alcuni anelli poi sequestrati. Nella lesione erano state individuate tracce di metalli, tra cui argento e platino, ritenute inizialmente compatibili con gli anelli.
Il processo, però, si è concentrato proprio sulla tenuta scientifica di questa ipotesi. Le consulenze e le perizie hanno evidenziato un punto decisivo: quella lesione poteva essere compatibile anche con l’impatto successivo al volo dal quarto piano.
In assenza di testimonianze dirette e univoche su quanto accaduto all’interno dell’appartamento, il dubbio sulla causa della ferita ha avuto un peso determinante.
La ricostruzione dell’accusa
Per la Procura, Denny Magina sarebbe stato aggredito nella casa di via Giordano Bruno. Il colpo al volto, secondo questa ipotesi, avrebbe provocato la perdita di equilibrio e il successivo volo dalla finestra.
L’appartamento era già noto alle cronache locali per un contesto di degrado e marginalità. Proprio quel luogo, nella notte tra il 21 e il 22 agosto 2022, è diventato il centro di una vicenda giudiziaria lunga e complessa.
La Corte d’Assise, però, ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per arrivare a una condanna. Il quadro probatorio, segnato dai dubbi sulle cause della lesione al volto e sulla dinamica esatta di quanto accaduto, non ha permesso di attribuire una responsabilità penale certa ai due imputati.
Una sentenza che lascia aperta una ferita
L’assoluzione rappresenta un passaggio doloroso per la famiglia di Denny Magina, che in questi anni ha chiesto con forza verità e giustizia.
Il caso ha mobilitato amici, cittadini e associazioni, con manifestazioni, iniziative pubbliche e momenti di ricordo. Per Livorno, la morte di Denny è diventata il simbolo di una ferita ancora aperta, legata non solo alla perdita di un giovane, ma anche alle condizioni di degrado e insicurezza denunciate da tempo in quella zona della città.
Le motivazioni della sentenza, attese nelle prossime settimane, chiariranno il percorso seguito dai giudici. Per ora resta il dato processuale: per la morte di Denny Magina non ci sono condanne.

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