Determinante il rapido intervento dei militari dopo la segnalazione al 112: recuperati oltre mille euro e sequestrata una pistola scacciacani utilizzata per il colpo
Intensificati i servizi esterni dei Carabinieri della Compagnia di Piombino nell’ottica della prevenzione dei reati predatori e del contrasto al degrado urbano.
Proprio durante una di queste attività di controllo del territorio, nel pomeriggio dello scorso giovedì, i militari hanno arrestato in flagranza di reato un uomo poco più che trentenne, originario del nord Italia ma residente sull’Isola, ritenuto responsabile di una rapina aggravata ai danni di un ufficio postale.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione giunta al numero unico di emergenza 112 e immediatamente trasmessa alla centrale operativa dei Carabinieri di Piombino.
La chiamata riferiva di una situazione sospetta all’interno dell’ufficio postale, con la presenza di una persona ritenuta potenzialmente pericolosa.
Sul posto è stato inviato rapidamente un equipaggio impegnato nei servizi di prevenzione e controllo del territorio.
I sospetti si sono rivelati fondati: il malvivente si era introdotto nell’ufficio postale e, minacciando il personale con un’arma corta – poi risultata essere una pistola scacciacani – si era fatto consegnare oltre mille euro in contanti, nascondendo il denaro in uno zaino.
Determinante il tempestivo intervento dei Carabinieri, supportato anche dalle indicazioni fornite da alcuni testimoni presenti nella zona.
I militari sono riusciti infatti a rintracciare e bloccare l’uomo nelle immediate vicinanze dell’istituto postale.
Durante il controllo, il sospettato è stato trovato in possesso dello zaino contenente la somma di 1.070 euro.
Le successive ricerche, svolte con il supporto di un equipaggio del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Piombino, hanno consentito di recuperare anche alcuni indumenti utilizzati durante il colpo e la pistola impiegata nella rapina, risultata poi una scacciacani.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Livorno.
L’Autorità giudiziaria ha successivamente convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
L’intera somma sottratta è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.
Nel rispetto dei diritti dell’indagato, si ricorda che la persona coinvolta è da ritenersi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna irrevocabile.
FONTE: COMUNICATO STAMPA COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI LIVORNO