Visita dell’artista francese tra archeologie interiori e grandi installazioni internazionali
Il Museo della Città ha ospitato lo scultore francese Jean-Paul Philippe durante una breve tappa livornese nel suo percorso tra gli atelier di Parigi e Asciano, nelle Crete Senesi. L’artista è arrivato accompagnato dalla collaboratrice Alessandra Rey, presidente degli Archivi Ghigo Tommasi.
La visita è stata introdotta all’interno degli spazi museali con un percorso guidato dalla storica dell’arte Linda Landi della cooperativa Itinera, che ha accompagnato l’esplorazione delle collezioni permanenti e delle sezioni espositive.
Nel corso della permanenza, Philippe ha approfondito la storia della città di Livorno, soffermandosi in particolare sulla sezione contemporanea del museo e mostrando attenzione per la sala dedicata al Grande Rettile di Pino Pascali.
Nato a Parigi nel 1944 e formatosi tra l’Académie des Beaux-Arts e il contesto fiorentino degli Uffizi, Jean-Paul Philippe sviluppa una ricerca che unisce scultura monumentale e pittura. Le sue opere, definite “archeologie interiori”, nascono nei luoghi di estrazione della materia e si trasformano negli atelier francesi e toscani prima di essere collocate in spazi pubblici internazionali.
Le installazioni dell’artista sono presenti in diverse città europee e mediterranee, tra cui Bruxelles, Parigi, Lille, Rennes e Il Cairo. Nel 2007 realizza a Parigi un’opera monumentale dedicata al ciclo dell’azoto, inserita nel sistema di trattamento delle acque della regione parigina, in un intervento che integra dimensione artistica e funzione ambientale.
Dal 1993 il Site Transitoire, complesso scultoreo sulle colline di Asciano, rappresenta uno dei punti centrali della sua ricerca artistica e un riferimento paesaggistico delle Crete Senesi.
Nel 2006 Philippe è stato nominato membro associato dell’Accademia Reale delle Belle Arti del Belgio nella sezione scultura e ha ricevuto il Prix Antoine Bourdelle, riconoscimento internazionale dedicato all’arte monumentale.
La presenza dell’artista a Livorno si inserisce nel percorso di apertura culturale del Museo della Città verso esperienze artistiche internazionali e linguaggi contemporanei.
FONTE: COMUNE DI LIVORNO