USB in tribunale per i diritti dei lavoratori

A Livorno decine di casi: «Inaccettabile che chi rifiuta forme arcaiche di sfruttamento per un salario da fame debba essere oggetto di misure intimidatorie o licenziato»

Livorno, 30 aprile 2026 – Reintegro dei lavoratori licenziati e procedimenti dei tribunali più veloci, queste ed altre le richieste di USB, i cui rappresentanti si sono presentati presso il tribunale di Livorno. In questo caso si parla dei licenziati della GLS, ma sono decine di casi solo a Livorno, e in generale una brutta situazione a livello italiano. Il tutto uscito tramite nella seguente nota ufficiale dell’Unione Sindacale di Base.

«In questi anni le multinazionali e i grandi gruppi della logistica si sono serviti di numerose aziende che si sono distinte per evasione fiscale, contributiva, interposizione illecita di manodopera, infiltrazione di malavita organizzata. Le Procure della Repubblica di mezza Italia, in particolare quella di Milano, hanno sequestrato centinaia di milioni di euro, imposto la cacciata degli appaltatori più impresentabili e in alcuni casi l’internalizzazione del personale».

«Alla “pulizia” imposta dai giudici, all’imposizione del pagamento delle tasse, al rispetto della legalità, le multinazionali hanno reagito cercando di far ricadere i maggiori costi sulle spalle dei lavoratori. Come? Aumentando carichi e ritmi di lavoro a parità di salario. Per affermare questo intento i signori della logistica utilizzano lo strumento intimidatorio delle sanzioni disciplinari, dei licenziamenti nei magazzini e nei piazzali e nel mancato rispetto delle normative sui cambi di appalto».

Decine di casi solo a Livorno

«Anche a Livorno abbiamo segnalato decine di questi casi. Solo alcuni esempi: la società che gestisce l’appalto per UPS, che ha subito un sequestro di mezzo milione di euro per una presunta frode fiscale, mentre contemporaneamente, durante l’ennesimo cambio appalto (spacciato per internalizzazione) ha azzerato anzianità e diritti a tutti i lavoratori. In questo senso il Giudice del Lavoro di Livorno non ha ancora fissato la prima udienza nonostante il deposito sia avvenuto mesi e mesi fa. Oppure la società di trasporti XCA che gestisce l’autoparco il Faldo di Collesalvetti. La quale ha lasciato a casa decine di lavoratori, anche quelli con maggiore anzianità di servizio, senza rispettare i criteri previsti dalla Legge e con la complicità di alcuni sindacati. Il 4 giugno ci sarà la prima udienza, presso il tribunale di Milano per chiedere il reintegro immediato di questi lavoratori. La stessa XCA che proprio in questi giorni ha firmato un contratto di appalto, con una nuova società che gestisce i trasferimenti esterni, senza rispettare l’obbligo di riassorbimento del personale precedentemente impiegato nello stesso servizio».

I lavoratori di GLS

«Anche presso il piazzale Bertani trasporti, dove oltre 70 lavoratori, che erano a tempo indeterminato da anni, sono stati trasferiti ad un’agenzia interinale con contratti di sei mesi e un anno. A livello nazionale 17 corrieri di GLS del milanese e un corriere di Verona sono stati recentemente licenziati poiché si sono rifiutati di correre come pazzi per consegnare pacchi in spregio alle norme di sicurezza e al codice della strada».

Contro lo sfruttamento e i tempi lenti della giustizia

«È inaccettabile che chi rifiuta forme arcaiche di sfruttamento per un salario da fame debba essere oggetto di misure intimidatorie ed essere sbattuto in mezzo ad una strada. USB porta questa denuncia ai tribunali del lavoro per richiedere con determinazione che I LICENZIATI DELLA GLS TORNINO AL LAVORO. CHE IL TRIBUNALE DI LIVORNO VELOCIZZI I PROCEDIMENTI IN CORSO CHE INTERESSANO I LAVORATORI COLPITI DURANTE I CAMBI DI APPALTO».


«Il 23 maggio a Roma manifestazione nazionale operaia per tagliare l’inutile e deleteria spesa militare, per alzare i salari, per il lavoro sicuro, per il rispetto delle persone e della loro dignità».

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