CRONACA accusa

Assolti Mattia Lucarelli e Federico Apolloni: ribaltata la sentenza in appello

La Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza di primo grado: Mattia Lucarelli, Federico Apolloni e altri tre amici sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale di gruppo perché “il fatto non sussiste”

Milano, 23 aprile 2026 – Clamorosa svolta giudiziaria nel caso che ha coinvolto i calciatori Mattia Lucarelli e Federico Apolloni. La Corte d’Appello di Milano ha assolto oggi i due giovani dall’accusa di violenza sessuale di gruppo. Questa sentenza ribalta completamente il verdetto di primo grado, che li aveva visti condannati a due anni e quattro mesi di reclusione.

La decisione dei giudici di Milano

I magistrati della seconda sezione penale hanno pronunciato una sentenza di assoluzione piena perché “il fatto non sussiste“. Insieme a Lucarelli (figlio dell’ex bandiera del Livorno Cristiano Lucarelli) e Apolloni, sono stati scagionati anche altri tre amici che erano stati coinvolti nella medesima inchiesta. La decisione è arrivata dopo una lunga camera di consiglio che ha smontato l’impianto accusatorio precedente.

Il caso e le tesi difensive

La vicenda risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo 2022. Una studentessa americana aveva denunciato di aver subito abusi in un appartamento di Milano dopo una serata in discoteca. Tuttavia, la difesa ha sempre contestato la ricostruzione della Procura. Gli avvocati hanno puntato tutto sull’assenza di costrizione, basandosi anche su alcuni video girati dai ragazzi quella notte stessa. Se nel primo processo questi elementi non erano bastati a evitare la condanna, i giudici d’Appello hanno invece accolto la tesi del rapporto consenziente.

Cosa succede ora?

Dopo la lettura del verdetto, l’emozione in aula è stata evidente. Mattia Lucarelli e Federico Apolloni hanno accolto la notizia con sollievo, vedendo cadere un’accusa che ha pesato enormemente sulle loro vite e carriere negli ultimi anni. Adesso si dovranno attendere 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza. Solo allora la Procura Generale deciderà se presentare ricorso in Cassazione per provare a ribaltare nuovamente l’esito del processo.

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