Cellulare nel reparto Alta Sicurezza: sequestro al carcere delle Sughere

Rinvenuto dalla Polizia Penitenziaria durante un’attività di osservazione: era nascosto nella barberia

Carcere Livorno
Carcere Livorno

Un telefono cellulare completo di scheda SIM, detenuto illegalmente, è stato rinvenuto nella tarda mattinata di ieri all’interno del reparto di Alta Sicurezza della Casa Circondariale “Le Sughere” di Livorno.

Il dispositivo era nascosto nel locale barberia situato al secondo piano della sezione ed è stato immediatamente sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

A darne notizia è Francesco Oliviero, segretario regionale per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso “vivo apprezzamento per l’elevata professionalità e il costante impegno dimostrati dal personale di Polizia Penitenziaria”. Il rinvenimento è avvenuto al termine di una prolungata e accurata attività di osservazione condotta dagli agenti in servizio.

“L’intervento – ha sottolineato Oliviero – conferma ancora una volta attenzione, competenza e senso del dovere del personale, impegnato quotidianamente in contesti ad elevata complessità e rischio, garantendo la sicurezza dell’istituto e il rispetto della legalità”. Il rappresentante sindacale ha inoltre auspicato il riconoscimento di una ricompensa per gli agenti intervenuti, quale giusto tributo al risultato conseguito.

Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha richiamato l’attenzione sui continui rinvenimenti di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti destinati ai detenuti nelle carceri toscane, materiali che possono alimentare traffici illeciti e compromettere l’ordine e la sicurezza interna.

“È necessario contrastare con decisione queste forme di illegalità – ha evidenziato Capece – attraverso l’impiego di adeguati strumenti tecnologici e un concreto rafforzamento degli organici”.

“Fenomeni come i lanci di droga dall’esterno degli istituti, le introduzioni fraudolente e l’utilizzo di droni rappresentano una sfida crescente per il sistema penitenziario – ha concluso –. Servono investimenti urgenti in tecnologie antidroni e nel potenziamento del personale. Ancora una volta, la Polizia Penitenziaria ha impedito che materiali illeciti finissero tra i detenuti, tutelando la sicurezza dell’istituto, degli operatori e dell’intera collettività”.

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