Venerdì 20 febbraio la presentazione al Museo di storia naturale del Mediterraneo per gli “Incontri letterari di ALA-Libri” su invito dell’Archeoclub di Livorno

La figura di Enrico Fermi, uno fra i maggiori precursori a livello mondiale nella fisica teorica e applicata, viene rievocata nel nuovo libro di Roberto Valeri paragonandola a quella di un altro grandissimo scienziato ovvero Galileo Galilei.
“Fermi, il Galileo del XX secolo” è appunto il titolo della pubblicazione che sarà presentata venerdì 20 febbraio (ore 17,30) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) nell’ambito degli “Incontri letterari di ALA-Libri” su invito della sezione livornese dell’Archeoclub d’Italia.
La presentazione del libro, pubblicato lo scorso anno da ALA-Libri (Associazione Liberi Autori), è affidata alla prof. Francesca Capanna che dialogherà con l’autore.
Talento precocissimo, Enrico Fermi entra nemmeno diciottenne alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa dove acquisirà la laurea in fisica per poi dedicarsi all’insegnamento universitario, dopo un periodo di permanenza in Germania.
Nel 1926 vince il concorso per la prima cattedra di fisica teorica in Italia con sede a Roma in via Panisperna avvalendosi poi di giovani e valenti collaboratori (i famosi “ragazzi di via Panisperna”) come Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo ed Ettore Majorana per concentrarsi, fra l’altro, sullo studio dei “neutroni lenti”.
Con l’emanazione nel 1938 delle leggi razziali il gruppo si disperde in gran parte all’estero, mentre Ettore Majorana scompare nel nulla alimentando varie leggende sul suo conto.
Lo stesso Fermi, la cui moglie è di origine ebraica, si trasferisce negli Stati Uniti dopo avere ricevuto il Premio Nobel a Stoccolma nel dicembre del 1938.
Tre anni dopo, presso l’Università di Chicago, Fermi ottiene la prima reazione nucleare controllata ovvero la “pila atomica” (Chicago Pile-1), un evento che verrà accolto con il messaggio in codice “il navigatore italiano è giunto nel Nuovo Mondo”.

Lo scienziato italiano viene quindi chiamato a partecipare al “Progetto Manhattan” per la realizzazione della bomba atomica nel sito di Los Alamos, nel New Mexico, diretto da Robert Oppenheimer, insieme ad alcuni dei più quotati fisici e matematici dell’epoca come Eugene Wigner, Leò Szilàrd, Edward Teller, Emilio Segrè e John von Neumann.
Da sempre appassionato di fisica e chimica Roberto Valeri, a lungo impiegato presso la CoMeFi (Costruzioni Meccanichin e Finsider) ha all’attivo diverse pubblicazioni divulgative in campo scientifico come “I mattoncini dell’universo” oppure “Dal corpo nero al gatto nero”.
Info: ingresso a donazione libera; tel. 0586-266711 oppure 0586-266758.