Maxi sequestro al porto di Livorno: merce per un valore di 84mila euro

Fermato un carico di 1200 tra pentole a pressione e padelle non sicure e non conformi

Livorno, 18 febbraio 2026 – In una recente operazione il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Livorno ha fermato un carico di 1.200 pentole a pressione e padelle non sicure. La merce, avente un valore commerciale di circa 84.000 euro, era priva di documentazione tecnica e riportava delle marcature CE successivamente risultate false.

Il container che le trasportava, proveniente da un paese del subcontinente indiano, era stato selezionato dal sistema informatico dell’ADM per un approfondito controllo documentale. 

Merce non conforme e documentazione falsa

Il personale dell’Agenzia, avendo riscontrato delle incongruenze fra la dichiarazione di importazione e i documenti commerciali, ha ritenuto necessario procedere a un controllo fisico autonomo: è stata così riscontrata la presenza di marcature CE graficamente difformi rispetto al modello previsto dalla normativa europea.

Data l’assenza di documentazione tecnica e la presenza di marcature presumibilmente false, lo svincolo delle merci è stato sospeso e l’ADM di Livorno (autorità di controllo) ha chiesto la prevista valutazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (autorità competente) sulle presunte non conformità.

Il Ministero ha confermato le determinazioni dell’Agenzia, fornendo alla società importatrice la possibilità di procedere alla conformazione, distruzione o respingimento delle pentole a pressione e delle padelle non conformi.

Sequestro della merce e denuncia al rappresentante della società

Il personale ADM ha dunque proceduto al sequestro dell’intera partita di merci. in quanto la società importatrice non ha mai aderito alle determinazioni delle autorità nazionali, 

Il legale rappresentante della società importatrice è stato quindi denunciato all’Autorità giudiziaria per tentata frode in commercio e tentata vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

Concorrenza sleale e rischi per la salute

L’introduzione di merci non sicure, con marcature CE apposte senza averne titolo, oltre a presentare un rischio per la salute dei cittadini, genera una distorsione del mercato: la commercializzazione di merce potenzialmente pericolosa a prezzi inferiori rispetto ai prodotti conformi costituisce una forma insidiosa di concorrenza sleale ai danni delle società che rispettano le regole.

Questo recente sequestro si inserisce nella più ampia e capillare attività dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a contrasto dell’introduzione sul territorio nazionale e unionale di prodotti non sicuri e non conformi.

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