Le carrozzine danneggiate nella palestra della Bastia
Ancora un gesto di inciviltà colpisce la comunità sportiva paralimpica cittadina. Giovedì 12 febbraio, le carrozzine utilizzate dalla Toscana Disabili Sport per gli allenamenti sono state ritrovate danneggiate nella palestra della Bastia, accatastate e presumibilmente maltrattate. Le foto scattate dai membri dell’associazione mostrano chiaramente lo stato in cui si trovavano le attrezzature.
A chiarire subito: non si tratta di una mancanza di attenzione da parte del Comune né del gestore dell’impianto. «Il Sindaco ha sempre dimostrato vicinanza al mondo paralimpico», precisa il presidente dell’associazione, «e non è possibile pretendere una sorveglianza continua sulle attrezzature». La responsabilità, dunque, ricade su chi ha agito in modo deliberato e incivile.
«Non credo che si tratti semplicemente del gesto di un idiota», aggiunge il presidente. «Dietro a episodi come questo vedo una mentalità diffusa di disprezzo verso chi è “diverso”, un clima di odio che purtroppo si sta sempre più manifestando nella società». L’episodio richiama quanto già accaduto lo scorso anno, quando ignoti avevano sputato sulle carrozzine, squarciato pneumatici e affisso un cartello con scritte offensive.
La Toscana Disabili Sport, che il prossimo 14 febbraio celebrerà il decimo anniversario dalla fondazione, lavora da anni per diffondere lo sport paralimpico come forma di inclusione e cultura di massa. «Il nostro messaggio è chiaro: il “diverso” non esiste», spiega il presidente. «Ogni persona ha proprie caratteristiche e limiti, ma è proprio da queste differenze che nasce il valore dell’integrazione».
Il danno fisico alle carrozzine sarà valutato al prossimo allenamento, ma l’impatto emotivo per chi si muove in carrozzina è immediato. L’associazione, però, non cerca pietà o sensazionalismo: «Vogliamo stimolare il dialogo», conclude il presidente, «e fare in modo che certi gesti di stupidità pubblica vengano isolati. L’ignoranza va combattuta, l’odio cancellato dalla sensibilità di ognuno».
A far da monito restano le parole di Adolfo Berdùn, giocatore argentino della squadra, che ricordano lo sdegno per i desaparecidos della dittatura argentina: “NUNCA MÁS” – mai più.
FONTE NOTIZIA: COMUNICATO STAMPA TOSCANA DISABILI SPORT