Palumbo (FdI): “Darsena Europa, accelerare sulla progettualità integrativa per reperire i finanziamenti aggiuntivi”

In Commissione 3, Economia e Lavoro, confronto con Gariglio e Guerrieri sugli aggiornamenti e le prospettive del progetto

nella foto il consigliere comunale Alessandro Palumbo

Nel corso di una seduta della Commissione 3 – Economia e Lavoro, dedicata alle tematiche portuali, sono stati ascoltati il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, e il commissario straordinario per la Darsena Europa, Luciano Guerrieri.

L’incontro ha consentito di fare il punto sullo stato e sulle prospettive della Darsena Europa, un’infrastruttura strategica sostenuta congiuntamente da Autorità Portuale, Regione e Governo nazionale, fondamentale per adeguare il porto di Livorno alle nuove dinamiche del commercio internazionale, attrarre grandi traffici containerizzati e generare importanti ricadute economiche e occupazionali per la città e l’intera area costiera.

Su questo tema ecco l’intervento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione 3 Alessandro Palumbo.

Riceviamo e pubblichiamo

In Commissione 3 – Economia e Lavoro, che ha la competenza sulla portualitá, abbiamo avuto la possibilità di audire il Presidente dell’AdSP Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, e il Commissario pro tempore per la Darsena Europa, Luciano Guerrieri, con i quali abbiamo avuto modo di scambiare alcune riflessioni e diversi aggiornamenti sul progetto.

La Darsena Europa è l’unica grande opera che ha visto un impegno di tutti i livelli istituzionali, dall’Autorità Portuale, che ha stanziato 100 milioni (derivanti da risparmi precedenti e da mutui), alla Regione, che l’ha finanziata per 200 milioni fino al Governo nazionale che negli anni precedenti ne ha forniti 250. Questo dimostra che si tratta di un’opera strategica per la crescita della città, della costa e della regione, che ha il fine principale di permettere al porto di Livorno di stare al passo con il commercio internazionale dei nostri tempi, dove tutti gli stakeholder puntano a fare economie di scala per abbattere i costi fissi, partendo proprio dagli armatori che oggi costruiscono navi porta contenitori sempre più grandi.

Oggi i giganti del mare arrivano infatti fino a 24.000 TEU, e proprio il gruppo MSC, che ha manifestato interesse sulla grande opera, ne possiede  già tre sopra i 22.000 TEU. 

Tuttavia, come noto, i fondali del nostro porto non consentono l’arrivo di grandi navi, per i quali servono fondali di almeno tra i 16 e i 18 metri. Le attività di dragaggio della maxi opera prevedono di sbloccare questo problema, con fondali di almeno 17 metri, estendibili, forse, addirittura fino a 20, arrivando quasi ai livelli di Gioia Tauro, da sempre un porto prevalentemente transhipment, a differenza di Livorno, che sempre stato un gateway.

Un altro limite del nostro porto è di avere un unico canale di ingresso ai terminal, che il progetto della Darsena Europa risolverebbe prevedendo invece un doppio ingresso, sia in entrata e in uscita, creandolo sull’attuale diga curvilinea.

Non sfugge nemmeno che l’Unione Europea sta stilando nuovi accordi commerciali, dal Mercosur fino all’India, e che contiamo nei prossimi anni di ridurre, o magari di azzerare, i nuovi dazi con gli Stati Uniti, i quali sono la destinazione principale del nostro export, italiano ma, soprattutto, toscano.

La Darsena Europa, se completata rispettando il cronoprogramma prefissato, porterebbe ad un aumento importante dei volumi di contenitori, sia in import che in export, derivanti da questi accordi internazionali, con ricadute occupazionali dirette (per i terminalisti e per le imprese che operano sui piazzali) e indirette (il resto della filiera logistica fino a esportatori e importatori).

Per questo è auspicabile che vengano completati  gli studi il prima possibile, per completare la progettazione integrativa. Una volta pronto quello, quando si tratta di grandi opere e di crescita questo il Governo i finanziamenti li fornirá, che siano 100 o 130 milioni aggiuntivi. Tuttavia, ogni finanziamento, sia nel mondo privato sia, a maggior ragione, se derivante da risorse pubbliche, richiede la massima precisione nei suoi presupposti (tecnici, ambientali ed economici).

Nel frattempo, per il bene della città di Livorno, bisogna evitare polemiche, in modo da non allarmare i gruppi privati interessati, i quali, ovviamente, si attendono dalla politica, e dalle autorità preposte, serietà, tempi certi e concretezza, condizioni essenziali per poter garantire investimenti privati così importanti.

Alessandro Palumbo (Consigliere Comunale e Vicepresidente della Commissione 3 – Economia e Lavoro)

FONTE: COMUNICATO STAMPA ALESSANDRO PALUMBO (CONSIGLIERE COMUNALE FRATELLI D’ITALIA)

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