Controlli intensificati dei Carabinieri: il GIP di Livorno ha disposto l’aggravamento della misura, dai domiciliari alla custodia cautelare in carcere

ISOLA D’ELBA – Prosegue l’azione di controllo del territorio svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno, attraverso i dipendenti Comandi Compagnia di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio. L’attività punta alla prevenzione dei reati in tutto il territorio provinciale. I servizi si orientano anche verso soggetti ritenuti a rischio di reiterazione di condotte delittuose, talvolta già indagati.
Controlli mirati sui soggetti sottoposti a misure
In questo quadro operativo, nell’ambito delle costanti attività di controllo e verifica a carico di persone già sottoposte a misura cautelare personale e/o di sicurezza, i Carabinieri della Compagnia di Portoferraio hanno eseguito un provvedimento nei confronti di un 45enne residente sull’Isola. L’uomo risulta già gravato da pregiudizi per reati connessi agli stupefacenti e contro la persona.
La decisione del GIP: dai domiciliari al carcere
Il provvedimento sostituisce la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia cautelare in carcere. L’operazione nasce da un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Livorno, dopo ripetute violazioni degli obblighi imposti all’indagato. I Carabinieri di Livorno avrebbero accertato tali violazioni e le avrebbero riferite all’Autorità Giudiziaria competente.
Le valutazioni alla base dell’aggravamento
A fondamento dell’odierna determinazione, l’Autorità Giudiziaria titolare ha valutato reiterati interventi eseguiti dall’Arma sull’Elba nel corso dell’ultimo mese. In tali circostanze, l’indagato sarebbe stato in più occasioni riconosciuto responsabile di condotte costituenti reato contro la persona e contro le cose. Hanno inoltre inciso, a suo carico, i precedenti di polizia specifici di cui era già in precedenza gravato.
Il trasferimento in casa circondariale
In esito alle valutazioni sulle condotte dell’indagato, la misura in atto non è stata più ritenuta idonea e sufficiente a garantire le esigenze di sicurezza e di legalità. Per questo motivo, l’uomo è stato ristretto presso la casa circondariale di Livorno, dove resterà in regime di custodia cautelare.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, le persone coinvolte devono ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento (indagini preliminari), sino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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