Bombing Leghorn

Giovedì 29 gennaio al Museo di storia naturale del Mediterraneo sarà proiettato il docufilm di Roberto Tessari. Un incontro a cura del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese e dell’associazione “Livorno come era

La nostra città è stata duramente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale: trascorsi oltre ottant’anni da quelle devastazioni che sconvolsero il centro cittadino, infrastrutture e industrie con centinaia di morti e migliaia di feriti il Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese e l’associazione culturale “Livorno come era” propongono il docufilm di Roberto Tessari dal titolo evocativo “Bombing Leghorn” con immagini, Combat film e ricordi personali.

L’appuntamento è per giovedì 29 gennaio (ore 17) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234).

I primi tre anni di guerra trascorsero a Livorno relativamente tranquilli a parte un paio di incursioni di aerei solitari francesi nel giugno del 1940. L’apocalisse inizierà nel 1943 con i due devastanti bombardamenti a tappeto del 28 maggio e del 28 giugno, vedendo l’impiego nel totale di circa 200 quadrimotori americani B-17 Flying fortress che sganciarono sulla nostra città una valanga di ordigni da mezza tonnellata senza praticamente trovare opposizione come riportato nei rapporti di volo del 301st Bombardment Group (Heavy) di stanza in Algeria, da dove partirono le incursioni. Nei mesi seguenti, sino alla Liberazione (19 luglio 1944), Livorno fu martellata decine di volte, in particolare il 19 maggio 1944 con i quadrimotori B-24 Liberator della 15th Air Force che provocarono la distruzione del centro cittadino, oltre a missioni affidate a bimotori B-25 Mitchell e B-26 Marauder, questi ultimi decollati dalla base di Decimomannu (Cagliari), per colpire obiettivi puntuali come, ad esempio, le navi semiaffondate dai Tedeschi alle imboccature del porto che furono l’obiettivo principale degli attacchi aerei americani del 13 e 14 giugno 1944.

Quei drammatici avvenimenti saranno ricordati dalla testimonianza diretta di Carlo Sposini, mentre Massimo Matteucci mediante esempi di retrophotography ci mostrerà le immagini di luoghi di Livorno in dissolvenza fra passato e presente, dalla distruzione alla ricostruzione postbellica. Nel docufilm Roberto Tessari rievocherà inoltre i momenti della Liberazione di Livorno del 19 luglio 1944 con l’ingresso in città delle truppe americane e delle brigate partigiane operanti nelle zone circostanti. Tessari illustrerà anche i “foxholes” ovvero i ripari scavati dai soldati americani sulle Colline Livornesi. Tempo addietro in un “foxhole” scavato in via Pian di Rota è stata rinvenuta la piastrina di riconoscimento del sergente George F. Cavanaugh probabilmente smarrita da un suo commilitone che l’aveva portata appresso. Inquadrato nella 45th Infantry Division, 157th Infantry Regiment, Cavanaugh, originario del Colorado, era infatti caduto in combattimento il 15 ottobre 1943 durante le operazioni nell’Italia meridionale e quindi sepolto nel Cimitero americano di Nettuno, insignito del “Purple Heart”, la più antica decorazione militare americana, e di varie altre onorificenze: «Racconterò infine – spiega Roberto Tessari – del soldato americano Alonzo Tyler che nel 1983 tornò a Livorno per ringraziare la mia famiglia che nella notte del 17 luglio 1944 lo aveva soccorso salvandogli la vita».

Info: ingresso a donazione libera; tel. 0586-266711 oppure 0586-266758.

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